CONFEDERAZIONE DEGLI AGRICOLTORI EUROPEI E DEL MONDO

L’AGRICOLTURA LANGUE E SCONTA DAI TIR SELVAGGI E IL GELO CHE HA COLPITO IL CENTRO-NORD

L’Italia è in ginocchio, l’agricoltura, per molti prodotti è sull’orlo dello sfaldamento, i programmi per le vendite sono saltati, con ricadute pesanti sul sistema commercializzazione e approvvigionamento costante.

La CONFEURO lancia l’allarme, molte imprese solide con una produzione invidiabile sono entrate nel marasma del depauperamento delle produzioni eccellenti e quindi fuori dal mercato.

Dopo i Tir, afferma il Presidente Rocco Tiso, “il maltempo”. Risultato: semiparalisi dei trasporti ancora per chissà quanti giorni. I flussi dell’economia ne risentono, la supply chain del sistema Italia non gira come dovrebbe per la seconda settimana consecutiva e i guadagni sudati con l’abbassamento dello spread vengono in parte erosi dagli oneri del blocco.

La CONFEURO stima introno a 300 milioni al giorno il costo (tra il 6 e il 7% del PIL quotidiano) di trasporti pesantemente rallentati o addirittura fermi in molti casi, come ormai accade da giorni. Le catastrofi naturali ci insegnano che il nostro territorio è densamente antropizzato dove dovrebbe esserlo molto meno, che la manutenzione infrastrutturale è carente. Tir selvaggio e gelo dall’Est ci mostrano un sistema logistico fragile, prosegue Tiso, dall’efficienza altalenante, troppo sbilanciato nel trasporto su gomma, ancora in affanno sull’intermodalità. Disfunzioni e ritardi che in Italia si traducono, rispetto ai nostri diretti partner commerciali, in costi superiori del 15/20%, conclude Tiso. Senza contare che la logistica non è soltanto servizio all’impresa, alla comunità, ma un industria ad alto valore aggiunto, capace di creare occupazione e far viaggiare i flussi economici anche e soprattutto in condizioni disagiate.

A quando una politica agricola di tipo nuovo che pensa proprio l’agricoltura, preferibilmente dei giovani, nelle condizioni di affrontare con maggiore cognizione di causa momenti di caos e scioperi selvaggi, con un piano di organizzazione strutturale delle imprese che devono avere, oltre alle capacità di programmare la semina, soprattutto la forza di concentrare l’offerta che, dopo averla manipolata conservando inalterate le caratteristiche nutrizionali, e quindi immetterla in mercati che vanno modellati dalla parte agricola e non da commercianti avventurieri e da mediatori senza scrupolo.

La CONFEURO, dice il Presidente Nazionale Rocco Tiso, intende gestire il cambiamento epocale cercando un raccordo tra agricoltura convenzionale e quella di nicchia, per poi offrire al consumatore un prodotto sano, genuino, e ricco di proprietà nutrizionali a prezzi reali, senza ricorrere ad alchimie che tendono solo a gonfiare i prezzi al pubblico e magari con un prodotto mediocre.

Pubblicato il 02 02 2012 alle 10:09 da admin Confeuro

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