CONFEDERAZIONE DEGLI AGRICOLTORI EUROPEI E DEL MONDO

VINO BIOLOGICO: BENE IL NUOVO REGOLAMENTO COMUNITARIO

Con l’approvazione da parte della Commissione europea del regolamento sul vino biologico, sottolinea Rocco Tiso Presidente della Confeuro, si consente al consumatore attraverso l’apposito logo in etichetta di riconoscere e distinguere il vino biologico dagli altri vini prodotti in maniera differente.

È vero che l’approvazione del regolamento da parte di Bruxelles colma un vuoto normativo che faceva considerare biologico il vino ottenuto da uve biologiche e non tramite un processo di produzione biologico, ma, come spesso accade, ci sono delle manchevolezze.

Per esempio, aggiunge Tiso, per alcuni ingredienti come il lievito non c’è un mercato biologico sufficientemente sviluppato, dunque sarebbero necessarie delle deroghe. Per non parlare poi dei solfiti, usati in gran quantità nei Paesi del Nord Europa e ben superiori a quelli utilizzati dalla maggior parte dei produttori italiani di vino biologico, che non potranno evidenziare in etichetta questa loro qualità.

In realtà tutto questo parlare di lieviti e solfiti ci fa allontanare sempre più dalla vera natura del vino. Non è vero che, insieme alla Francia, l’Italia è conosciuta a livello mondiale per l’eccellenza della propria produzione enologica?

E l’eccellenza si raggiunge certamente utilizzando materie prime naturali e di qualità donateci spontaneamente dalla terra senza bisogno di supplementi che di naturale hanno ben poco. Ci viene in soccorso a tal proposito, conclude il Presidente della Confeuro, un recente sondaggio che indica come un grande vino, in questo caso il Brunello di Montalcino, contribuisca in maniera potente alla percezione di un Paese.

Pubblicato il 09 02 2012 alle 10:17 da admin Confeuro

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