CONFEDERAZIONE DEGLI AGRICOLTORI EUROPEI E DEL MONDO

IL CEREALE DEL FUTURO SI CHIAMA “TRITORDEUM” ED È NATO NELL’ISTITUTO DEL GERMOPLASMA DI BARI

Sei ettari di sementi leguminose e cerealicole. Ed è su questo terreno in provincia di Bari, sottolinea Rocco Tiso Presidente della Confeuro, che è stata avviata una ricerca sperimentale su cereali e sementi di leguminose per alimentazione umana e zootecnica.

La sperimentazione ha prodotto, in particolare, il “Tritordeum”, un cereale di origine spagnola derivato dall’ibridazione tra un grano duro e un orzo selvatico, sulla cui produzione ora si punta moltissimo. Il “Tritordeum” ha molte proprietà benefiche per la salute..

In dettaglio, ha un basso contenuto di glutine, è ricco di fibre dietetiche e di antiossidante. Non è nemmeno un organismo geneticamente modificato, ma è semplicemente un nuovo cereale. Vasta la gamma delle sue applicazioni nelle panificazioni tradizionali nella realizzazione di dolci: dai biscotti ai plum-cake, dalle paste alle gallette.

Presenta, inoltre, più proteine e meno carboidrati rispetto ad altri cereali. È già una realtà in Spagna e si coltiva anche nel sud del Portogallo. Per la sua coltivazione, afferma infine il Presidente della Confeuro, si usano tecniche tradizionali. Cresce bene con poche cure, resiste alla siccità, al caldo e alle malattie.

Pubblicato il 10 05 2013 alle 15:56 da admin Confeuro

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