CONFEDERAZIONE DEGLI AGRICOLTORI EUROPEI E DEL MONDO

GAIA, LA COOPERATIVA MODELLO CON POCHI DIFETTI

Nella giornata di ieri si è tenuto presso l’Inea (Istituto Nazionale di Economia Agraria) un seminario riguardante una cooperativa agricola che opera nelle Marche e nella Provincia di Teramo, e si chiama Gaia, e già il nome ha connotazioni positive, afferma Tiso, Presidente della Confeuro.

Al seminario è intervenuta la direttrice della cooperativa che ha messo in evidenza le tante “luci” ma ha anche enunciato le poche “ombre” che caratterizzano Gaia: gli aspetti positivi sono molteplici, primo fra tutti il fatto che Gaia conta più di 150 aziende e rappresenta un esempio di aggregazione dell’offerta e di contenimento dei costi: molte piccole aziende dovrebbero prendere esempio e aggregarsi (magari in organizzazioni di produttori) per fare economie di scala, ridurre i costi, organizzare in modo più efficiente l’offerta produttiva.

L’altro aspetto importante della cooperativa è che i soci non conferiscono lavoro bensì il suolo e ricevono per questo un ristorno, i soci sono tutti conferenti di terreno e non sono coinvolti nella conduzione e nella scelta delle colture: questo meccanismo fa in modo che ci sia meno conflittualità nell’organizzazione e gestione aziendale, dato che sono pochi coloro che decidono come condurre e coltivare il terreno e anche da questo punto di vista Gaia è un modello da imitare ed esportare.

Il difetto principale della cooperativa risiede nella scarsa diversificazione produttiva, dato che essa produce prevalentemente grano duro; riteniamo che questo sia un difetto perché il grano, una volta seminato, segue un processo di lavorazione che è tutto automatizzato e che non comporta una lavorazione particolare o troppo complessa.

Ci piacerebbe – conclude Tiso – vedere come sarebbe Gaia se al posto del grano fossero coltivati prodotti ortofrutticoli che richiedono un processo di lavorazione e passaggi ben più complicati e diversificati, e poi produrre un solo elemento è limitativo perché se quell’elemento in un’annata scarseggia, come fa l’azienda a produrre se non ha altre colture?

Pubblicato il 18 09 2013 alle 10:47 da admin Confeuro

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