CONFEDERAZIONE DEGLI AGRICOLTORI EUROPEI E DEL MONDO

LA RESTITUZIONE DELLE PENSIONI ALL’INPS, UNA VERGOGNA INACCETTABILE

Siamo un Paese malato di norme assurde o applicate male o insensate, a causa di enti pubblici che funzionano non male anzi malissimo come l’Inps la cui reputazione dei dirigenti e degli alti funzionari non è di per sé molto alta.

Ma ora siamo davvero all’assurdo, alla “frutta” con la storia delle pensioni che molti poveri pensionati devono restituire all’Istituto di Via Ciro il Grande, è vergognoso che a pagare il prezzo salato della crisi e delle difficoltà siano sempre i più deboli, afferma il Presidente della Over 50 Rocco Tiso.

Per un errore di calcolo, ci sono pensionati costretti a restituire 40mila euro per pensioni del 1980, cose dell’altro mondo! A parte che ci sarebbero dubbi sulla prescrizione del diritto, dato che in molti casi sono passati più di dieci anni – continua Tiso – ma oltre a un problema puramente tecnico e giuridico, ce n’è uno di buon senso, vocabolo estraneo alla maggior parte della classe dirigente e della burocrazia di questo Paese.

L’Italia sta letteralmente morendo di “elucubrazioni mentali” e di interpretazioni cervellotiche e insensate di leggi e regole, senza tenere conto delle persone e delle storie che ci sono dietro di esse; non c’è più umanità in Italia, non c’è più competenza e professionalità e la mancanza di buon senso non si manifesta solo nell’Inps e nelle materie previdenziali e socio-assistenziali, ma in tutti gli ambiti della vita economica e sociale: è mai possibile dover pagare una multa per non aver denunciato alla Siae di avere una radio per lo spazio aperto al pubblico all’interno di un ufficio?

Succede anche questo in Italia, il Paese dell’assurdo e delle follie, cose dell’altro mondo, quello che in Italia ci siamo costruiti “ad hoc” e che gli altri Paesi, per forza di cose, non comprendono.

Pubblicato il 07 10 2013 alle 10:13 da admin Confeuro

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