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IL PALAZZO DI CONFEURO: L’UNITA’ D’ITALIA E UN COLPO DI CANNONE PASSATO ALLA STORIA

Cos’ha a che fare la breccia di Porta Pia con Confeuro? La domanda può sembrare strana, ma tra la nostra Confederazione e quell’evento cruciale per la storia d’Italia c’è un collegamento: la nostra sede centrale di via Nomentana 133, a Roma. Siamo entrati da pochi giorni nel nostro ventesimo anno di vita. Vorremmo perciò farvi conoscere qualcosa di più della storia del palazzo che ospita i nostri uffici.

Proprio domenica scorsa la sindaca Raggi, insieme con i vertici militari della Difesa e le Associazioni Nazionali Bersaglieri e Artiglieri, ha celebrato come ogni 20 settembre l’anniversario della battaglia che avrebbe sancito la riannessione di Roma al giovane Stato italiano. La cerimonia si è svolta all’ingresso della nostra sede. Il motivo è presto spiegato: quel lontano giorno di 150 anni fa, il primo colpo di cannone fu sparato da una piccola altura che si trova proprio all’interno del nostro cortile. Alle prime ore dell’alba, Giacomo Segre, un ufficiale di 31 anni del IX reggimento di artiglieria, ruppe gli indugi dopo che un colpo di fucile dei soldati pontifici aveva ucciso un artigliere dell’esercito italiano. Ci vollero ben 888 colpi di cannone per far cedere le mura aureliane e aprire il varco dal quale sarebbero entrati i bersaglieri, ricordati oggi con un museo all’interno di Porta Pia. Completata l’unificazione, cominciarono presto i lavori per trasformare la città dei Papi nella nuova capitale del Regno. Nel 1886, gli architetti Maestri di Milano e Bossi di Novara costruirono gli edifici che formano oggi l’isolato compreso tra via Nomentana, via Cagliari, via Alessandria e via Reggio - Emilia.

Pubblicato il 21 09 2020 alle 17:47 da Comunicazione e Stampa

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