Agricoltura, Confeuro: “Bene dati Istat su valore aggiunto e Meridione. Investire al sud”

  • Giu, Lun, 2026

“Confeuro ha analizzato con grande attenzione gli ultimi dati diffusi dall’Istat sul comparto agricolo nazionale, dai quali emergono elementi incoraggianti ma anche criticità che richiedono interventi mirati e una visione strategica di lungo periodo”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro commenta i risultati dell’indagine statistica sul settore primario. “L’Italia – prosegue Tiso – pur scendendo al quarto posto in Europa per valore della produzione agricola, si conferma al primo posto nella Ue per valore aggiunto, che raggiunge i 46,6 miliardi di euro rispetto ai 44,2 miliardi dell’anno precedente. Un dato significativo che testimonia la qualità e la capacità del nostro sistema agroalimentare di generare ricchezza attraverso produzioni ad alto valore, fortemente legate ai territori e all’identità agricola nazionale. Si tratta di un risultato che riflette il modello agricolo italiano, fondato sul lavoro di piccoli e medi imprenditori, sulla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari, delle produzioni Dop e Igp, della biodiversità e del legame con le comunità locali.

Un patrimonio che deve essere preservato e sostenuto attraverso politiche orientate all’agroecologia, alla sostenibilità e alla tutela delle specificità territoriali”. Il presidente Confeuro evidenzia tuttavia anche alcuni aspetti che destano preoccupazione: “Non possiamo ignorare la perdita di posizione dell’Italia nel valore della produzione agricola a vantaggio della Spagna. Allo stesso modo, se da un lato il valore aggiunto cresce in termini monetari, dall’altro registra una flessione dello 0,1% in volume. Un ulteriore elemento di attenzione riguarda il calo dell’occupazione agricola, fenomeno che impone riflessioni approfondite e misure concrete per garantire la tenuta economica e sociale del settore. Tra le note positive – conclude Tiso – va sottolineato il dato relativo al Mezzogiorno che, insieme al Centro, registra una crescita del valore aggiunto in termini di volume. Ci auguriamo che non si tratti di un risultato episodico, ma dell’inizio di una tendenza strutturale. Perché ciò avvenga, è indispensabile investire nel Sud attraverso il potenziamento delle infrastrutture idriche, il sostegno agli investimenti produttivi, politiche efficaci per il ricambio generazionale e strumenti capaci di valorizzare il capitale umano e imprenditoriale presente nei territori.

Solo così il Meridione potrà diventare un autentico motore di sviluppo locale e nazionale, contribuendo in maniera determinante alla crescita dell’intero sistema agricolo italiano”.

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