Agroalimentare, Confeuro: “Regolamento Ue passo in avanti ma restano dubbi”
“Confeuro esprime apprezzamento per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del Regolamento (UE) 2026/1739, che rappresenta un passaggio significativo nel percorso di riequilibrio del valore lungo la filiera agroalimentare. Il provvedimento introduce strumenti innovativi e attesi dal comparto primario, a partire dall’obbligo dei contratti scritti da stipulare prima della consegna dei prodotti e dalla previsione di prezzi maggiormente ancorati ai reali costi di produzione.
Si tratta di un passo avanti importante verso una maggiore equità nella filiera agroalimentare – dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei – perché vengono finalmente riconosciuti principi che la nostra organizzazione sostiene da tempo. Resta però da capire se queste misure saranno realmente sufficienti a garantire e salvaguardare il reddito dei piccoli e medi agricoltori, che continuano a operare in un contesto economico estremamente complesso”. Confeuro valuta positivamente “anche il bonus del 20% destinato ai giovani agricoltori che aderiscono alle organizzazioni di produttori, realtà che il regolamento torna a valorizzare insieme al sistema cooperativo.
È una misura concreta – prosegue – che può incentivare il ricambio generazionale e rafforzare il futuro dell’agricoltura europea”. Permangono, tuttavia, alcune criticità. “Le esenzioni demandate agli Stati membri, che consentono di escludere determinate filiere dall’obbligo di applicare gli indici dei costi di produzione, rischiano di trasformarsi in una pericolosa scappatoia, indebolendo i principi stessi del regolamento. Inoltre, continua a mancare un chiaro riferimento al principio di reciprocità per i prodotti provenienti dai mercati extra UE, che spesso generano una concorrenza sleale a danno delle imprese agricole europee. Infine, desta perplessità la tempistica di applicazione di alcune disposizioni, rinviate addirittura al 2028 e al 2029: tempi troppo lunghi rispetto alle sfide economiche e geopolitiche che il settore è chiamato ad affrontare già oggi”, conclude Tiso.
