Caldo, Confeuro: “Agricoltura a rischio. Puntare su prevenzione e non emergenza”

  • Lug, Lun, 2026

“Le ondate di fortissimo caldo e l’allarme siccità stanno mettendo a dura prova l’agricoltura italiana. Raccolti, allevamenti ed economie delle imprese agricole sono sempre più esposti agli effetti del cambiamento climatico. Non siamo più di fronte a un’emergenza temporanea, ma a una condizione strutturale che richiede risposte altrettanto strutturali e di lungo periodo”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei. “È necessario ripensare gli strumenti di tutela del comparto agricolo, a partire dal sistema assicurativo, che oggi interviene prevalentemente nelle situazioni più critiche senza garantire una reale protezione del reddito, soprattutto per i piccoli e medi agricoltori. Serve una strategia condivisa anche a livello europeo, perché il cambiamento climatico è una sfida che coinvolge tutti i Paesi dell’Unione e richiede politiche comuni ed efficaci.

Allo stesso tempo è indispensabile dare finalmente attuazione a un grande piano infrastrutturale per la gestione delle risorse idriche: una rete moderna, efficiente e tecnologicamente avanzata, capace di raccogliere, conservare e distribuire l’acqua. Una necessità particolarmente urgente nel Mezzogiorno, dove la siccità è sempre più persistente e preoccupante, ma che riguarda ormai anche il Nord, come dimostra la difficile situazione del bacino del Po. Senza interventi concreti rischiamo di compromettere produzioni e coltivazioni che rappresentano un patrimonio strategico per il Paese. È inoltre fondamentale investire con maggiore decisione nelle pratiche agroecologiche, migliorando la fertilità dei suoli e la loro capacità di trattenere l’acqua, così da rendere le aziende agricole più resilienti agli eventi climatici estremi.

Occorre cambiare approccio: meno logica dell’emergenza e più cultura della prevenzione. Solo attraverso programmazione, investimenti e politiche lungimiranti sarà possibile garantire un futuro competitivo e sostenibile all’agricoltura italiana”, conclude Tiso.

Condividi sui social