FANTASMI DI PIETRA

Ott 16, 2018 | News

LETTERA AL GOVERNO DAI PAESI CHE SI SPOPOLANO

“Se vieni a vivere qui, il comune ti paga”

Centinaia di piccole cittadine stanno crollando; e questo anche senza scosse telluriche. Da anni, infatti, è in atto un terremoto silenzioso, una catastrofe senza bombe.
Per combattere lo spopolamento le amministrazioni locali si stanno nventando sistemi originali, tra i quali quello di pagare le giovani coppie che decidono di trasferirsi stabilmente nei centri scarsamente abitati.

Tra i tanti piccoli comuni soggetti ad abbandono e vicini al lago artificiale di Occhito, ai confini tra Puglia e Molise, ci sono: Volturara, San Marco, Catola, Celenza Valfortore e Carlantino. Si tratta di zone impietrite. Qui a dominare è il silenzio e a fare da eccezione sono i suono dei rintocchi delle campane della Chiesa. Tra gli esseri viventi visibili ci sono pochi anziani malconci che vivono in miseria, il parroco e poi niente. Spesso non arriva nemmeno il segnale Rai.
Camminando incontro Antonio, era curvo, con il volto rigato la, testa tra le gambe e occhi spenti: “quella è l’unica giustizia ed unica per tutti”, mi dice senza che io riesca ad aprire bocca. Non riesco a fargli nessuna domanda, Antonio aveva ripreso la sua strada, io avevo, nel mentre, smarrito la mia. La mia ancora di salvataggio per riuscire a guardarmi intorno: la lettera del Poeta Franco Arminio indirizzata al Presidente Conte.

Così recita: “L’idea di scriverle questa lettera mi è venuta a Carlantino. È un paese che forse lei conosce, non dista molto dal suo. Pensavo a lei percorrendo la strada che va fino a Colletorto, dalla Puglia al Molise. Ora, in questa strada non accade nulla di eccezionale, a parte le buche: sono pochi chilometri di un’Italia senza capannoni, officine, palazzine e pompe di benzina. Ma è anche un’Italia senza vacche e senza trattori. E’ una sorta di limbo inoperoso, un punto cieco.

Come sanno tutti, il mondo è pieno di luoghi di questo tipo, ma in Italia sembrano particolari; diventano quasi spazi solenni e lirici. E questo perché siamo abituati a territori in qualche modo urbanizzati e ormai il vuoto è la merce più rara che abbiamo.

A Carlantino un ragazzo di quindici anni mi ha parlato di Di Maio e Salvini. Per lei sarà una notizia confortante: i suoi ministri più importanti sono diventati molto noti e questo grazie alla politica delle dicerie a cui ci si è ridotti. Lei lo sa, quasi sempre non si commentano provvedimenti legislativi, ma le dicerie. Ecco, io non le chiedo leggi per i piccoli paesi, non credo siano necessarie. Forse non è necessario neppure dare i soldi ai ragazzi disoccupati o alle anziane che vivono da sole in posti come questo; credo però che su posti così serva mettere in giro delle buone dicerie. Le sembrerà paradossale, ma credo sia davvero così.

Lei, per esempio, potrebbe indire un consiglio dei ministri a Carlantino. E se le sembra troppo di parte, può scegliere un luogo dell’Aspromonte o dei Sicani. E se poi non vuole irritare la Lega può pensare al Friuli Venezia Giulia o alla provincia di Cuneo. In Italia i paesi spopolati sono equamente distribuiti. Una buona idea sarebbe anche fare un consiglio dei ministri a Camerino. A me sembra incredibile che un paese tanto importante sia stato chiuso dopo il terremoto e non ci sia nessuna idea di quando verrà riaperto.

Le dicerie che le chiedo non avrebbero nessun peso sul debito pubblico. Alludo, per capirsi, a cose come un invito ai cittadini perché comprino case in posti come questi. Forse il suo governo potrebbe invitare i ragazzi a considerare le opportunità legate all’agricoltura. Che ne dice? Onestamente non mi stanno bene le storie di chi dice che non si guadagna abbastanza. La verità è che l’agricoltura porta sacrifici, ma è così anche per chi sceglie di fare il cameriere a Londra o il presunto artista a Berlino. Quello che manca è una diceria che porti i ragazzi a vantarsi di rimanere qui piuttosto che partire.

Caro Presidente Conte, lei e il suo governo potreste supplire, a costo zero, a questa mancanza di attenzioni. Quando ho chiesto al ragazzo di Carlantino chi era venuto a cantare questa estate, lui mi ha risposto Jovanotti. Quando ha visto lo stupore sul mio viso, ha aggiunto: il sosia. Non trova che sia brutto che paesini come questo diventino una specie di discount della vita civile?

I piccoli comuni italiani hanno diritto ad essere percepiti per quello che sono: luoghi del mondo che non stanno né avanti, né indietro. Sono spazi che possono avvilire ed esaltare e che, come tutti, contengono opportunità e pericoli, ma sono comunque e sempre qualcosa. Nella miseria spirituale dilagante e nella penuria di risorse economiche, un buon governo è quello che produce visioni, sentimenti e passioni civili. Quello che mi colpisce del cosiddetto governo del cambiamento che Lei presiede è l’assoluta mancanza di quelle che una volta si chiamavano spinte ideali. Una nazione non si costruisce cacciando i neri o pensando ai portafogli delle varie corporazioni.

Nel caso di questi piccoli comuni è davvero solo questione di porre un minimo di attenzione, è come se il governo dovesse solo dare un cenno di saluto, una pacca sulla spalla. Se poi vuole fare di più, le ricordo che c’è una strategia nazionale delle aree interne, concepita a suo tempo da Fabrizio Barca – economista e ministro per la coesione territoriale del governo Monti. È uno strumento importante per dare risposte concrete ai paesi più in difficoltà. Ci mette mezz’ora a informarsi e a informare anche Di Maio e Salvini”.
Buon lavoro, Presidente.