PATRONATO LABOR: LETTERA APERTA AI CITTADINI

Nov 9, 2014 | News

Cittadini,

chi svolge il lavoro di operatore di patronato non lo fa solo per lavorare ma involontariamente viene spinto da una sensazione interiore e diventa soggetto che si rende utile al prossimo. La nostra è una missione e giornalmente e gratuitamente – per i cittadini – siamo punti di riferimento in un paese affogato dal grande caos burocratico.

Con i colleghi – siamo un esercito di 12.000 persone – quotidianamente siamo gli unici a dare risposte alle domande continue di connazionali e non costiamo niente.

Non siamo mantenuti dallo Stato, né pretendiamo contributi misteriosi.
Scommettiamo che i giovani killer hanno sferzato il fendente senza sapere chi colpiscono. E ciò che è peggio e disdicevole è che fanno di tutto, con i mezzi di comunicazione, per far credere agli italiani che noi e cioè i Patronati siamo un peso sulle loro spalle.

Niente di più becero e falso.

Gli anni passano e con loro cadono e rinascono i governi ma, con tutto il fondotinta e l’abbondanza di cipria, le facce sono sempre le stesse.

Chiunque dimora in Piazza Colonna, anche se il tempo è passato, tutti, anche l’ultimo arrivato, si sbracciano e si spendono per tagliare il Fondo dei Patronati. La cosa che più ci indigna, è che fanno credere, o meglio, tentano di far credere ai contribuenti che i Patronati e noi operatori, siamo un costo per lo Stato.

Noi – da sempre – siamo con Voi e per Voi, perché proprio i lavoratori contribuiscono indirettamente, attraverso il versamento degli oneri contributivi, a darci una mano e quindi ci consentono di continuare ad essere presenti e sempre a loro disposizione.

I Patronati sono nati prima della Costituzione Italiana e l’artefice fu l’allora Capo dello Stato quando promulgò il Decreto del 29 luglio 1947, N. 804 (G.U. 29 agosto 1947, N.197).

Ed allora, eccoci qui, davanti alla solita, farraginosa ininterpretabile burocrazia tutta italiana, anch’essa strumento di chi pensa di governare ma, ed è ciò che più ci preoccupa, invece di rottamare sta letteralmente sfasciando lo Stivale.

Eppure, lui sfascia ma noi ricostruiamo. Ricostruiamo perché con Voi ci impegniamo a risolvere i vostri problemi, ma i vostri sono i problemi di tutti gli italiani.

Noi siamo lavoratori come alcuni di voi perché molti altri sono stati già condannati inesorabilmente a tenere le braccia conserte.

Con noi ci stanno provando e ci stanno azzannando maledettamente ma noi, anche se colpiti, continueremo per voi e con voi inesorabilmente ad andare avanti.

Facciamo per guardare l’orologio e ci accorgiamo che la giornata volge al termine, il sole è calato e ancora una volta, con tempistica inoppugnabile, ha compiuto il suo percorso quotidiano.

Anche noi crediamo di aver compiuto il nostro dovere quotidiano e anche se alzando gli occhi al cielo ci accorgiamo che lo stesso da azzurro è diventato nero, noi il portone di casa, grazie alla stella polare, lo varchiamo comunque anche questo giorno.

Sì, è passato proprio un altro giorno e aprendo la porta di casa il sole risplende proprio nei sorrisi che ti accolgono e, probabilmente, sono gli unici sinceri.

Ti guardi allo specchio fiero di aver dato e di aver fatto tutto quello che era nelle tue possibilità proprio per alimentare la luce della coscienza.

Noi torniamo a casa con la coscienza pulita. Chissà se l’inquilino del palazzo che fu dei Chigi, in candida camicia bianca, propone di migliorare l’Italia, togliendo il lavoro, taglieggiando i lavoratori con la promessa di cambiare mentre, invece, sta affossando il Paese che, sotto i colpi del cambiamento, scivola verso una deriva autoritaria.

Prima di spegnere la luce sul comodino volentieri gli farei una domanda:

“Cosa hai o meglio, cosa ti sei inventato oggi per suggerire il trionfalismo effimero del lavoro che si materializza solo sulla carta stampata? Chissà cosa hai suggerito e cosa apparirà domani sulla stampa? Se sei a corto di idee e non sai cosa inventarti di peggio, te la suggeriamo noi una frase. Ieri, oggi, domani noi ci saremo. Il Patronato Labor c’è e ci sentiamo di dire agli italiani, uomini, donne, giovani, studenti e qualche lavoratore, di stare tranquilli perché domani la nostra porta la troveranno sempre aperta”.

OPERATORI DI PATRONATO

un punto di riferimento per gli italiani vittime
delle incomprensibili pretese di chi dovrebbe agevolarli
ma nei fatti li esclude, rilegandoli ai margini
di una societa’ sempre più alla deriva