AGRICOLTURA? FATE PRESTO, STIAMO SCOMPARENDO!

Ott 14, 2019 | News

Di questa nostra agricoltura, da lustri giungono di tanto in tanto notizie altalenanti. L’ultima in ordine di tempo: aumenta il valore aggiunto, ma calano gli occupati. Si registra una contrazione di aziende agricole e si riduce il trend di crescita delle imprese a conduzione giovanile. Questi dati emergono dal rapporto trimestrale di ISMEA, che afferisce al secondo trimestre dell’anno che corre.

L’Istituto, non nasconde un calo vistoso del numero di aziende agricole, “circa 744 mila a fine giugno 2019, l’1% in meno sull’analogo periodo dell’anno precedente. Perde slancio anche la crescita del numero di aziende agricole condotte da giovani, +0,2%, dopo il +4,1% del quarto trimestre 2018 e il +2,7% del primo del 2019”. Numeri e dati che però non collimano con quelli snocciolati dalle organizzazioni professionali agricole.

Eppure nel palazzo dell’agricoltura c’è movimento. Il nuovo ministro sta affrontando gli argomenti più disparati. Per citarne alcuni: dall’“annuncio di una Consulta permanente – per la crisi climatica e le priorità agricole per costruire insieme il piano strategico nazionale”, al “no a nuove tasse per gli agricoltori, ma una serie di Tavoli per singola filiera”. E poi, lotta a quel caporalato che “è mafia, serve piano nazionale di prevenzione e contrasto”. E per finire “serve piano straordinario per export agroalimentare Made in Italy”. Tutto questo ci dice che il MIPAAF è in fermento e per gli agricoltori ci sono speranze!

Queste le dichiarazioni fatte dalla ministra Bellanova alle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato. Nelle linee programmatiche del ministro, ovviamente c’è tutto e il contrario di tutto. Ma traspare una sincera voglia di fare che apprezziamo e ci rincontreremo dopo i fatti.

E’ in cantiere l’inserimento, nella nuova legge di bilancio, di una vera riforma del sistema primario nostrano! Una legge con molte deleghe per immaginare il futuro del settore e rispondere da subito a temi concreti per “semplificare la vita alle imprese”. Farina del sacco della stessa ministra, che ha fatto riferimento al collegato alla manovra di bilancio 2020.

Nel documento, si legge, infatti, che “è prioritario rimettere l’agricoltura e l’agroalimentare al centro delle scelte economiche e sociali del Paese, semplificando il rapporto tra Istituzioni e imprese, potenziando gli investimenti nelle filiere Made in Italy, senza trascurare i diritti dei lavoratori agricoli, con l’impegno di fronteggiare la concorrenza sleale a danno delle imprese che operano nella legalità”.

Infine – si legge – che il Governo intende mettere in campo la “Strategia forestale nazionale”, per rispondere alla prospettiva europea di sviluppo sostenibile applicata al settore boschivo. Insomma un fiume in piena anche in rifermento alla nuova Pac: “armonizzare le risorse, valorizzare le produzioni italiane e sostenere le imprese in capo ai giovani”.

Per finire si e ripreso a parlare nei corridoi di un “Ministero del Cibo”, quasi come se gli agricoltori, producessero tutto, tranne le derrate alimentari. Gli obiettivi, comunque sono ambiziosi, ma ci resta strozzato in gola il grido degli agricoltori grandi e piccoli: “Fate presto che stiamo scomparendo!”.