AL VIA LA CAMPAGNA NAZIONALE “PIANETA AGRICOLTURA”

Dic 10, 2013 | News

Parte oggi con la diffusione sul territorio nazionale di oltre 100 mila opuscoli la campagna nazionale: “PIANETA AGRICOLTURA. Breve viaggio alla (ri)scoperta di un mondo (semi)sconosciuto”. L’obiettivo è quello di sensibilizzare la popolazione italiana, e la società tutta, sui temi legati al mondo agroalimentare, sulle sue problematiche, sull’incapacità del governo di assumere iniziative a suo supporto e sulle sue bellezze. L’Italia non sembra essere più un paese per agricoltori e in un qualche modo anche rinnegare se stessa; ma i suoi bellissimi paesaggi, la sua biodiversità e l’amore per la terra di chi da intere generazioni coltiva e ara i campi, hanno scelto di unirsi per opporsi con tutte le proprie forze ad un processo grigio che alcuni chiamano impropriamente modernità, ma che di fatto è solo un salto in un buco nero nel quale sta pian piano sparendo il futuro.

Il nostro è piccolo-grande contributo è vero, e forse non servirà a trascinare il mondo agricolo fuori dalla crisi e dalla dimenticanza, ma è la testimonianza diretta di chi, come noi, ha scelto di promuovere la conoscenza per combattere, di chi, come noi, nonostante tutto non si arrende. In questo opuscolo abbiamo parlato delle menzogne che circondano il primario, dei frutti più importanti che provengono dalla terra e giocato con i lettori attraverso un piccolo test. Non pretendiamo di insegnare, ma di condividere quel che sappiamo sperando che qualcuno voglia seguire la stessa strada, fatta non più di bugie, ma di verità.

Le iniziative possibili per rilanciare il primario sono tante e diverse e alcune da noi prese anche a modello come possibile orizzonte. Quel che serve però è la determinazione e la volontà, e noi l’abbiamo. Noi siamo nati con l’obiettivo di ridare luce al mondo agricolo e già dal 2001 sapevamo che l’impegno sarebbe stato gravoso e difficile, ma non per questo meno giusto. Da oggi ritorniamo ancora una volta in strada con l’orgoglio di chi viene dalla terra, e di chi, quell’orgoglio, non intende sacrificarlo sull’altare di quei facili compromessi che hanno dominato questi decenni, e che hanno, per quanto spesso nascosti, dei chiari responsabili.