IL TEMPO DEI FORCONI

Dic 17, 2013 | News

Lo si era minacciato spesso in questi anni davanti all’immobilismo della politica, e alla fine è arrivato: eccolo il famoso tempo dei “forconi”. La protesta che in queste settimane sta animando tutto il paese è però a tratti preoccupante e pericolosa, soprattutto per i modi e le presenze più che discutibili di alcuni personaggi al suo interno.

La scelta di bloccare i tir porta un enorme disagio al settore agricolo e per chi lavora al suo interno e già fortemente in crisi. E nemmeno si commenta poi chi entra nelle fabbriche e minaccia gli operai e i negozianti affinché cessino di lavorare. Tutto questo fa rabbrividire a chi ha memoria storica e riconosce in queste azioni anni bui che si vorrebbe essersi lasciati alle spalle.

Le colpe di questi gesti però non sono solo di chi le commette, ed è giusto che ognuno si assuma le sue responsabilità. Se è vero infatti che è inaccettabile che nelle nostre città vadano liberamente in giro personaggi inneggianti agli anni più neri della nostra storia ripercorrendone lo “stile” politico, è altresì vero che le istituzioni nazionali non hanno fatto nulla per arginare il consenso che questi, sull’onda degli insuccessi del Parlamento, sono riusciti piano piano ad ottenere tra i cittadini. La fedeltà ai valori repubblicani, forse il più grande passo che la storia dell’uomo abbia mai fatto, non può essere data per scontata.

Anche questa volta, l’ennesima ormai, i partiti politici annunciano il cambiamento e l’innovazione, alimentando così la speranza dei cittadini di avere un paese normale, di quelli che fino ad ora hanno potuto osservare solo in tv o in viaggio. La politica però ora non ha più molte chance: ora o mai più.

Chi come noi è fieramente convinto del valore della democrazia e del confronto, si sente stretto in questo scontro tra i “forconi” che invocano le giunte militari da una parte e i “democratici” che hanno scambiato il parlamento per un ricco bivacco del quale usufruire per il resto dei propri giorni dall’altra. Noi, lo sappiamo, siamo tremendamente noiosi: siamo ancora di quelli che non amano i botti del capodanno, ma adorano la serenità del natale.