ANCHE LA PAC, LA NOTTATA E’ PASSATA

Mag 31, 2019 | News

In ogni società democratica siamo TUTTI strettamente legati: se non ci fossero i muratori, non avremmo case per abitare, se mancassero gli agricoltori, non sapremmo cosa mangiare, e così via. Siamo tutti interdipendenti, non solo dal punto di vista materiale, ma anche per la storia e la cultura che ci accomuna. In questo sistema rientra l’onda azzurra dell’Europa, anche se il colore, con gli anni, sembra sbiadire e con esso il concetto di Unione Europea.

In un clima di incertezze è partita la missiva rituale con la minaccia della procedura d’infrazione. Dicevamo appunto rituale, perché l’Europa, senza l’Italia, non esiste. “Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo”. Perché alla fin fine, la storia è questa: quelli contenti della UE, comunque, troveranno un accordo (anche se nulla cambieranno, ma vogliono cambiarla). Mentre quelli scontenti non troveranno mai un accordo per cambiarla, perché a dividerli è il filo spinato.

Tutto questo per dire che, con i risultati elettorali ancora da certificare, gli scenari si ripropongono: le regole resteranno più o meno quelle e nessuno si spenderà per migliorarle. Tutto qui! Se non fosse per la Politica Agricola Comunitaria e per gli agricoltori superstiti.

Il buongiorno si vede dal mattino, a questo punto lasciatecelo scrivere. Scosse che registrano picchi altissimi nelle scale telluriche (anche se gli osservatori assicurano che sono più sceniche che altro). Intanto grossa parte dei raccolti sono stati distrutti e da ogni parte dello Stivale si attendono fatti e risposte concrete, anche perché, al punto in cui siamo, le chiacchiere “se le porta via il vento”. 

L’agricoltura spera in una rinnovata PAC e nel tanto atteso cambiamento che fino a questo momento è alla stregua del’’araba fenice”, ossia si sa che esiste ma nessuno l’ha mai vista. Un cambiamento che mandi definitivamente in pensione la vecchia concezione della Politica Agricola Comunitaria, messa definitivamente in fuori gioco dai favoriti: mega imprese che praticano monocolture, industrie sementiere – concimi chimici – somministratori di pesticidi incontrollati. Una filiera puntuale, produttiva e speculativa, sempre presente nelle facoltà di quelli che contano.

Non chiacchiere ma fatti! Qui calza bene il proverbio: “gli asini continuano a litigare e a farne le spese sono i piccoli agricoltori cancellati da ogni lista, quasi sopportati e comunque emarginati senza diritti e senza titoli. Ma soprattutto “muti e zitti”. Giammai possono esprimere il loro punto di vista, tutto si fa come non ci fossero: niente PAC e PSR. Come dire l’agricoltura: familiare per l’Europa non esiste. Visti gli eventi ci domandiamo, ma FAO e IFAD??

Sono trascorse poche ore sul binario della FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura e su quello del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), ed è subito salita la decade delle Nazioni Unite per l’Agricoltura Familiare e il Piano d’Azione Globale per rafforzare il sostegno ai piccoli agricoltori. In aggiunta poi, un po’ tutti convengono che i piccoli agricoltori a livello familiare rappresentino oltre il 90% di tutte le aziende agricole mondiali per una produzione di circa l’80 per cento – in termini di valore – del cibo consumato al mondo. Tra l’altro “a Decade mira a creare un contesto favorevole per rafforzare il ruolo dell’agricoltura familiare e per massimizzare il contributo degli agricoltori alla sicurezza alimentare e alla nutrizione globale. 

Tra le tante dichiarazioni leggiamo:
“Per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile di Fame Zero e cancellazione della povertà dobbiamo investire nei piccoli agricoltori a livello familiare e aiutarli a sfruttare appieno i loro asset, le loro conoscenze ed energie, e dare loro la forza di trasformare le loro vite e le loro comunità. Le scelte che facciamo ora determineranno se i nostri sistemi alimentari futuri saranno sani, nutrienti, inclusivi, resilienti, sostenibili o meno“.

In un messaggio alla cerimonia, Papa Francesco ha affermato: “L’occupazione di giovani nel settore agricolo, oltre a combattere la disoccupazione, può portare nuove energie ad un settore che si sta dimostrando di importanza strategica per gli interessi nazionali di molti paesi. Gli obiettivi dell’Agenda 2030 non possono ignorare il contributo delle giovani generazioni e la loro capacità di innovare“.
In aggiunta “il Piano d’Azione Globale rappresenta una guida per lo sviluppo di politiche e regolamenti a sostegno dell’agricoltura familiare, che propone azioni collettive e coerenti da adottare nel periodo 2019-2028”. Gli interlocutori sono uno spettro di attori – governi, agenzie ONU, istituzioni finanziarie internazionali, organi regionali, organizzazioni di agricoltori e produttori, università, centri di ricerca, organizzazioni della società civile e settore privato, includendo aziende grandi e piccole.

“Gli asini litigano e i barili si rompono”. Non un detto popolare, ma un nuovo “algoritmo”.