ARIA FRITTA

Mag 20, 2018 | News

Il nostro Pianeta è ormai diventato troppo comodo e troppo tecnologico, sacrificando l’ambiente in cui viviamo: le aree verdi come parchi e boschi, sono sempre meno diffusi, soprattutto nelle grandi città. Ciò è dovuto INELUDIBILMENTE ALLA CULTURA DELLA FRETTA E DELL’ISOLAMENTO che scoraggia ogni buona intenzione di vivere in contatto e godersi le incommensurabili bellezze della natura. Ciò che ci appare grave è la superficialità con cui molte persone considerano l’ambiente trascurando anche un minimo di rispetto, dell’aria, del cibo e di tutto ciò che naturalmente ci circonda.

Messo sul piatto della bilancia l’inquinamento e il progresso, si nota chiaramente che la quantità di combustibili, che ogni giorno milioni di persone utilizzano e disperdono nell’ambiente, fa sempre in modo che la bilancia penda sistematicamente dal lato dei danni alla salute, dell’aria irrespirabile, in barba ad ogni annuncio di un continuo oscuro progresso che i cittadini del mondo non hanno mai conosciuto, né mai hanno fatto voti perché prevalesse l’industrializzazione, la cementificazione, la bitumazione selvaggia nelle grandi citta e né tampoco nelle campagne.

Ciò che è scandaloso – e per noi inaccettabile – è che, pur consci, si continua imperterriti, “fregandosene”, a danneggiare il Pianeta che da decenni mostra tutti i segni della vigliaccheria degli uomini, in special modo quelli che dispongono delle leve dell’amministrazione e del Comando.

Non sarebbe un’eresia se nei programmi dei Governi, al posto degli espedienti per rastrellare voti, si ponesse come inderogabile un testo unico sulla tutela e la salvaguardia del Pianeta che impropriamente continuiamo a chiamare “Madre Terra”.

Purtroppo ognuno di noi è troppo attaccato alle proprie abitudini e non riuscirebbe a cambiare modo di vivere, per un risultato che non potrà mai vedere lui in prima persona. E noi? L’essere umano è cosi egoista e avaro da non pensare alle generazioni future, ai figli, ai nipoti?

Questo compito spetta alla scuola e alla politica che non solo non se ne occupano, ma fanno anche l’impossibile per una poltrona, una presidenza, una commissione, ma del possibile se ne infischiano. Basterebbe l’insegnamento affinché tutti studiassero impegnandosi seriamente a migliorare ogni comportamento, rispettando ciò che ci circonda.
È soprattutto la conoscenza del funzionamento dei mezzi tecnici per valutare vantaggi e pericoli. Intesi non solo nei confronti del proprio “ego”, ma considerando anche gli altri e tutto ciò che ci circonda.

Visto che siamo in epoca di cambiamenti annunciati, sulla natura, sull’ambiente, sulle pratiche criminali e attentati alla vita degli altri, dite qualcosa, fateci capire, perché il problema della qualità della vita tocca tutti, belli e brutti, poveri e benestanti, gente umile senza titoli che, oltre ad agire correttamente, è costretta a subire le scorrettezze degli altri.

Gli illuminati del trasformismo per onestà e rispetto mettano al primo punto del “contratto alla tedesca” il modo di vivere, di respirare, di alimentarsi degli italiani, il resto è la solita aria fritta.