IL PROBLEMA PIU’ GRAVE NON E’ LA XYLELLA

Mag 14, 2018 | News

Ed ecco che ci risiamo, alla fine la storia è sempre la stessa ed a pagare le inefficienze dello Stato saranno gli agricoltori.

Ad rendere il tutto ancor più surreale questa clamorosa vicenda pugliese è che ancora oggi si racconta il batterio della Xylella come di un “nuovo fattore destabilizzante” per il settore agroalimentare locale. Ma la verità è che la presenza del batterio che sta danneggiando gli ulivi è nota dal 2013 e che da allora si è fatto poco o nulla per risolvere il problema. Ecco quindi la geniale soluzione proposta dal governo attraverso il decreto Martina: imporre l’obbligo dei pesticidi per fermare il batterio.

Poco importa quindi che si all’interno del decreto si indichi di impiegare degli erbicidi dannosi per l’ambiente e per la salute dai cittadini e che rischiano di penetrare nelle falde fino a pregiudicare molte altre produzioni agricole come quelle biologiche. Infatti, come detto, per il governo la priorità è quella di arrestare l’avanzata della Xylella ad ogni costo. E allora è lecito chiedersi: come si arresterà poi l’avanzata dell’inquinamento nei terreni e l’evidente danno di immagine causato al mondo agricolo e a quello del turismo?

Da un decreto di questo tipo si può comprendere con chiarezza come il primario e i suoi operatori continuino ad essere bistrattati e presi in giro da una politica evidentemente inadeguata e che, per ovvie ragioni, è costantemente oggetto dello sguardo inquisitore europeo.

L’agricoltura merita decisamente di più, e forse è bene cominciare a dirlo con chiarezza.