DELLA BIODIVERSITÀ…UMANA DI TERRA E MARE

Gen 21, 2019 | News

Tra i tanti perché che si trascina il neo entrato 2019, ve ne sono alcuni che ci riguardano da vicino. Tra questi alcuni preoccupano meno ed altri quasi brutalizzano le speranze di quanti stanno aspettando che succede qualcosa.
A guardare meglio all’orizzonte ci sono più nuvole che sole. A tenere banco è la qualità dell’Ambiente, i flussi migratori: ancora non si riesce ha bloccare la mannaia invisibile che continua a mietere vite innocenti.

L’affermazione, “aiutiamoli a casa loro”, fa il pari con l’ordine di “buttateli in mare” – perché la prima avrebbe un senso solo se venisse riempita di contenuti. L’obiettivo deve essere quello di rendere conveniente sotto il profilo economico, sociale ed esistenziale la scelta di non partire, di restare nel proprio paese con la propria famiglia e con gli amici; una scelta appunto basata sulla convenienza e sul vantaggio e non sulla paura di essere respinti, di rischiare la vita nel viaggio, di subire violenze ed abusi, oltre ai costi ed alle insicurezze per il futuro. L’opportunità, in altre parole, di elaborare un progetto di vita e di lavoro nella dignità e nella sicurezza.

Il Pianeta si salva se si preserva la biodiversità. È proprio l’uomo il primo responsabile dell’alterazione e della distruzione degli ecosistemi.
Nel corso della storia gli umani hanno intenzionalmente portato nuove specie in un determinato territorio, spesso per motivi alimentari, economici o ornamentali; in altri casi, alcune specie sono state trasportate involontariamente insieme all’uomo e si sono diffuse in ambienti nuovi.

La presenza di specie aliene invasive ha un impatto non solo a larga scala e sull’ambiente che ci circonda, ma anche sull’uomo stesso e sulla nostra vita, provocando anche rilevanti impatti sanitari.

In Europa le specie introdotte causano danni a infrastrutture, agricoltura, foreste, pesca e salute umana per 12 miliardi di euro l’anno. Forse questi sono i danni minori, rispetto a quelli che provocano gli umani. Uno studio recente ha messo in luce che le popolazioni italiane sono estremamente eterogenee da un punto di vista genetico. Tra gli umani che calpestano il suolo italico lo studio, rivela un’inedita analogia tra la biodiversità umana e quella animale e vegetale.
Accade però che molte delle varietà vegetali e animali di cui ci nutriamo stanno scomparendo e noi ne paghiamo le conseguenze.

SIAMO IN UNA FASE DI ALLERTA
La politica deve sollecitare la “scienza”, deve emergere la consapevolezza che “La cultura dipende dall’agricoltura, perché è grazie ad essa che l’uomo ha potuto dedicarsi all’arte, alla filosofia, alla ricerca e tutte le altre attività che siamo abituati a concepire quali parte della nostra civiltà.

Qui si innesca una reazione a catena:
– l’agricoltura dipende dalla biodiversità;
– Dalla biodiversità dipende anche la nostra salute.
È fondamentale educare le coscienze al rispetto della biodiversità in quanto è in gioco l’impoverimento della cultura.

La biodiversità agricola è costituita da diversi ecosistemi, piante, animali e microbi, che sostengono la vita umana garantendo cibo, fibre, materiali da costruzione e molto altro ancora. La diversità delle piante e degli animali è il risultato di un lungo processo di selezione e di sviluppo da sempre portato avanti dagli agricoltori e, più recentemente, anche dai selezionatori scientifici ed è la base sulla quale poggiano i progressi compiuti nel campo delle attività agricole e zootecniche.

Biodiversità agricola significa anche un migliore regime alimentare ed un più alto livello di salute; potenzia la sostenibilità dei raccolti e riduce i rischi di insuccessi. Inoltre, offre concrete possibilità di reddito ed è particolarmente preziosa per le persone che vivono nei territori più estremi. La biodiversità agricola conferisce una maggiore sostenibilità ai sistemi agricoli, senza considerare che nel medio termine avrà un ruolo fondamentale per quanto riguarda i cambiamenti climatici.

Agire è possibile e in molti casi necessario se vogliamo arrestare la perdita di biodiversità. Le esperienze scientifiche dimostrano che è possibile intervenire, adottando strategie di prevenzione e rimuovendo in alcuni casi specie invasive particolarmente dannose.

La necessità di agire è anche ribadita dall’Unione Europea che ha avviato una campagna di informazione sulle specie invasive e ha avanzato alcune proposte relative a una strategia comunitaria di lotta alle specie invasive introdotte.
Tutti noi possiamo fare qualcosa: la tutela della biodiversità dipende dalla consapevolezza e dalla collaborazione di ognuno: i nostri comportamenti possono fare la differenza.

Sulla biodiversità degli individui, non ci sono rimedi, né possiamo fare alchimie miracolose, resterebbe solo uno strumento molto efficace: l’intelligenza.
Naturalmente questa opportunità rientra nella sfera di ogni soggetto. Indipendentemente se coltiva la terra o consuma i suoi prodotti, senza stare a guardare la provenienza.