ORTOFRUTTA…E TUTTO VA BENE??

Gen 25, 2019 | News

Gli italiani sono un popolo storicamente attivo che si impegna e si ingegna di fronte ai tanti ostacoli che, o per sfortuna o perché alcuni lo fanno di proposito,
incontrano davanti a sé.

C’è però una nota  che condiziona il suono e la qualità dell’orchestra, ed è un acuto di guida di tutto il pezzo. Senza girarci intorno diciamolo in termini chiari: c’è un qualcosa di invisibile ma di volontario, si chiama “volontà politica”.

L’ultima doglianza viene dal pianeta “ortofrutta” che alcuni giorni or sono ha festeggiato i “Protagonisti”. Sul Corriere Ortifrutticolo il Direttore ha evidenziato come la politica a volte prenda sottogamba settori determinanti per il mondo dell’Agricoltura.

Il Direttore Lorenzo Frassoldati scrive:  “Gli attori ci sono, si sono anche riuniti attorno a un Tavolo, ma c’è come l’impressione di girare a vuoto. Ci ripetiamo sempre le stesse cose e cresce la frustrazione di non riuscire a cambiare nulla. La scena mediatica ormai è presa da altri temi, si parla di sostenibilità, di biodiversità, di economia circolare, di grande bellezza dell’ortofrutta… per carità tutti temi importanti, degni di attenzione, ma mi sembra che stiamo volutamente parlando d’altro. Dov’è la grande bellezza se le nostre clementine “sono quasi a rischio di estinzione visto che quest’anno tre chili di clementine italiane si vendevano sul mercato al prezzo di un caffè, causa una lacunosa attività di marketing, di brandizzazione, di monitoraggio del mercato”.

Se importiamo il doppio degli agrumi che esportiamo. Se ormai dilagano nei market promozioni a 1 euro/kg, pardon 0,99. Se Belgio e Olanda stanno dando filo da torcere alle nostre pere e mele sul mercato tedesco, se una grande catena come Rewe, i pomodori ciliegino ha deciso di comprarli tutti in Spagna tagliando fuori l’Italia? Se assistiamo inermi ai successi commerciali di Spagna, Polonia, etc. sui mercati lontani dove noi non possiamo accedere? Vedo (e leggo) che i responsabili freschi e freschissimi delle catene sono molto attivi sulla stampa e prodighi di consigli e rimproveri al mondo produttivo: le cose vanno male (e anche le catene perdono colpi e fatturato) “perché voi produttori non fate bene il vostro lavoro – questo il succo del discorso – perché siete disorganizzati e infine perché producete male: frutta e verdura sono meno buone di dieci anni fa, perché si punta solo sulla quantità, sulla shelf-life, sulla facilità di raccolta e conservazione. Dove sono finiti i profumi, i sapori, i colori di una volta? Dovete fare più qualità ma al giusto prezzo”, questo il consiglio finale, che suona un po’ beffardo.(…….)

Facile rispondere che senza produttori che guadagnano la nostra ortofrutta chiude bottega, come la stanno chiudendo alcune filiere (pesche/nettarine, clementine) ormai in crisi cronica di prezzi e mercato.(……) Allora un secco no! alle aste a doppio ribasso, agli acquisti al prezzo più basso “che ignorano sicurezza e provenienza”. Benissimo. Di una reale partnership c’è bisogno, non di slogan da agitare ai convegni (……..)

A Venezia è stata davvero una festa, si è parlato anche di logistica, di mercati all’ingrosso e distribuzione, di Via della Seta, di biodiversità e sostenibilità, di porti, di fiere, di pratiche sleali, di Pac. Unendo contenuti e piacevolezza dello stare insieme, con leggerezza, com’è nel nostro stile. Ancora una volta l’evento dei Protagonisti dell’ortofrutta dimostra che le energie ci sono, i buoni progetti pure, la voglia di innovare anche. Ma serve una politica nazionale che esca dagli slogan improvvisati, dai luoghi comuni, dalle frasi fatte, dal parlare d’altro, per porsi davvero il primo problema che attanaglia il settore: la perdita di competitività delle sue imprese. Se non affrontiamo questo nodo ormai da troppo tempo irrisolto raccontiamoci pure la grande bellezza, la frutta sexy, la verdura miracolosa, possiamo inventarci tutti gli slogan del marketing che vogliamo, ma rischiamo una reale marginalità sui mercati che contano.

Niente da aggiungere, rischieremmo di aumentare i danni. Senza parole la solidarietà agli ortofrutticoltori.