EXPO 2015: ESPOSIZIONE UNIVERSALE O FIGURACCIA INTERNAZIONALE?

Mag 14, 2014 | News

E’ davvero da tanto tempo che si denuncia la presenza di attività criminose nella preparazione di Expo 2015, eppure da più parti si era negato tutto fino a parlare della solita paranoia da disfattisti nazionali, di quelli che tifano contro l’Italia per professione.

E poi, naturalmente, arriva la magistratura e si scopre che il marcio c’era, e anzi, che era molto di più del previsto. Tutto qui? No no. D’altronde lo sappiamo quel che succede dopo; è quello che succede sempre: il presidente del Consiglio (questa volta nella persona di Matteo Renzi) corre nel luogo del misfatto e dice che “lo Stato c’è”. Questo ovviamente per le prossime 4 ore, poi da domani saremo ancora in Italia.

La domanda da fare al governo, o meglio alle istituzioni, è quindi facile: ma perché pur sapendo i prevedibili programmi delle attività criminali su EXPO non riuscite a fermarle? E non sarebbe forse il caso, vista la solita unità di intenti tra politici e malaffare, di scegliere prima i personaggi delle istituzioni credibili invece di doverli sostituire (quando avviene) in corsa?

Esistono due strade per spiegare quel che sta succedendo con EXPO 2015. La prima percorre l’incompetenza, la seconda quella della comunità di intenti tra criminali, politici e imprenditori. In entrambi i casi l’unica esposizione fino ad ora realizzata è quella della reputazione del nostro paese davanti al mondo, e le conseguenze non sono difficili da immaginare.