LA PALLA AVVELENATA

Mag 6, 2014 | News

C’è chi crede ancora che sabato a Roma si sia svolta una giornata di straordinaria follia, e chi invece, come noi, crede che quella giornata, seppur in modalità certamente diverse, somigli moltissimo ad altre ed al ritratto della disperazione e del disagio che quotidianamente dilagano nelle città.

In questa storia, quella del 3 maggio scorso, quella dell’olimpico, è evidente qual’è il volto dei cattivi: sono quelli con i passamontagna e le mazze. Ma il panorama si complica se parliamo di colpevoli, e anche di tanto. Molti di loro infatti non erano nelle curve, ma nelle tribune.

Lo sappiamo che il presidente del Consiglio non vuole che si parli dei fatti di sabato in maniera strumentale, ma noi non abbiamo alcun interesse a farlo visto che, a differenza sua, non siamo dentro un partito e non ci candidiamo in alcun luogo. E’ per questo che possiamo tranquillamente dire che quanto accaduto sabato,come per quei tanti luoghi poveri del mondo in cui le manifestazioni sportive divengono occasione per sfogare le frustrazioni, non è altro che lo specchio dell’Italia; di un paese tremendamente arrabbiato per colpa di una classe politica inadeguata e senza più i punti di riferimento del vivere civile.

Ora c’è da fare una scelta, ma non è quella di arrestare o non arrestare i teppisti che impropriamente si definiscono tifosi (cosa scontata), ma di capire o no chi è stato, ed è, artefice di tutto questo: di tanta povertà, della diseguaglianza e della disperazione.