I TEMI DELLA CONFERENZA NAZIONALE

Nov 9, 2012 | News

Si terrà a Roma, giovedì 22 novembre dalle ore 16.30 presso l’Appia Park Hotel, Via Appia Nuova 934, con il titolo ‘L’Italia di oggi nel contesto dell’Europa di domani’ la conferenza nazionale della Confeuro, la confederazione delle associazioni e sindacati liberi dei lavoratori europei, la quale vanta ormai una base associativa di circa 250 mila persone in tutta Italia e un forte radicamento nel Mezzogiorno.

L’appuntamento annuale, che si potrà seguire anche in [diretta streaming->http://customer.ktroma.it/streaming_confeuro/index.html], verterà su due grandi temi. Il primo è l’importanza rivestita dalla Politica Agricola Comune 2014-2020 per la ripresa del primario, il secondo è la situazione dei pensionati italiani.

La Pac proposta dal Commissario europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, Dacian Cioloș, è ancora lontana dal rendere il comparto agroalimentare e i suoi principali attori, gli agricoltori, competitivi nell’epoca della globalizzazione.

La vocazione della Politica Agricola Comune al momento della sua prima comparsa era quella di rispondere ad un doppio intento: soddisfare gli agricoltori grazie al prezzo di intervento e aumentare le imprese agricole verso una maggiore capacità produttiva. E’ evidente che questi obiettivi non sono stati raggiunti, e le cause prevalenti sono la staticità delle politiche agricole europee e la loro inadeguatezza rispetto alle trasformazioni storiche in atto.

Per quanto la creazione di un vero e proprio dibattito pubblico sulla struttura da dare alla nuova Pac abbia effettivamente permesso una larga espressione ai cittadini europei, le linee guida tracciate dal Commissario europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale non abbandonano quelle forme di assistenzialismo che hanno contribuito a ridurre la capacità innovativa delle aziende primarie. Sono proprio queste politiche inefficaci, infatti, le responsabili della fragilità di molte imprese agricole italiane alla crisi economica e le artefici della chiusura, negli ultimi dieci anni, di circa 800 mila aziende (32,2% del totale). E’ a questo punto necessario che la Pac proposta subisca radicali cambiamenti e che sia a vantaggio di chi effettivamente coltiva la terra, e non di chi la usa per scopi ben diversi.

Nella proposta per la Pac 2014-2020, per quanto qualche piccolo incoraggiante segnale ci sia stato, va dato ulteriore spazio ai giovani agricoltori. Soprattutto in Italia è ormai evidente la voglia delle nuove generazioni di investire nel primario (la metà di coloro che cercano un impiego tra i 18 anni e i 34 anni preferirebbe lavorare in un agriturismo che in un ufficio) e le 62 mila aziende agricole condotte da under 30 ne sono un’ampia testimonianza. Nella conferenza nazionale, coerentemente con l’attenzione che la confederazione ha sempre mostrato per le problematiche giovanili, si cercherà di analizzare i numerosi modi con i quali il comparto agroalimentare può divenire la soluzione alla crisi occupazionale delle nuove generazioni.

Altro argomento spinoso che verrà affrontato nel corso della conferenza, per voce dell’associazione Over 50, patrocinata dalla Confeuro, sarà la situazione dei pensionati (16 milioni in Italia), forse i più colpiti dalle scelte sciagurate di questi anni.

L’obiettivo è quello di individuare dei punti di convergenza con la pubblica amministrazione per migliorare la situazione di questi cittadini, ed è infatti con queste finalità che si darà vita ad un’ampia discussione con i rappresentanti del ministero del Lavoro, dell’Inps e dell’Inail.

Negli ultimi anni, dal governo Prodi al ministro Fornero, i pensionati italiani sono stati colpiti da quattro riforme diverse che hanno esponenzialmente peggiorato il loro status. La situazione è poi particolarmente grave per circa 5 milioni di individui, i quali sono costretti a vivere, o forse sarebbe meglio dire sopravvivere, con meno di 500 euro mensili.

La Confeuro, tenuto conto del grande numero di anziani che popolano la penisola italiana (l’indice di vecchiaia è pari a 144,5 e riguarda il 20% della popolazione) e da una natalità del paese molto bassa, ha predisposto una legge di iniziativa popolare, depositata nel 2009, per alzare le pensioni minime a 1000 euro al mese. Naturalmente la politica non ha perso l’occasione per rimarcare ancora una volta la distanza tra sé e i cittadini e nessuno dei due rami del Parlamento ha mai calendarizzato la proposta.

E’ evidente che la situazione di questi 5 milioni di pensionati è emblema di un paese dalla scarsa moralità che divora circa 60 miliardi di euro annui a causa della corruzione, ma che non trova il modo per esentare queste persone almeno delle spese essenziali per una vita dignitosa come luce, acqua e gas.