PER UN’ITALIA MIGLIORE

Giu 1, 2017 | News

Si alzino i sipari, si faccia posto al Governo, salutiamo il Capo dello Stato, va in scena la festa della Repubblica, la festa di tutti gli italiani.

Il 2 Giugno «C’è la festa della libertà di scelta, la festa che riunisce tutti gli italiani» Tema: Per un’Italia migliore!

I decenni che abbiamo alle spalle sono stati caratterizzati da eventi grandiosi, a volte tragici o epici: conflitti mondiali, emigrazioni di massa, la perdita, la riconquista della democrazia, ma anche da una straordinaria capacità di riscatto e di sviluppo culturale e materiale.

Tutto questo vissuto – tanto il costo della crisi, quanto l’orgoglio per il successo, è custodito nella memoria delle persone che da tutti quegli eventi sono state coinvolte nello scorrere dei decenni e delle generazioni. Rappresenta un patrimonio collettivo che non può essere disperso.

Da questa consapevolezza e dalla volontà di alimentare un costante dialogo tra generazioni, trae ragione il Romanzo della memoria pensato per non dimenticare quanti, quotidianamente, si impegnano nella diffusione della cultura, della legalità e nel mondo della scuola e della comunicazione.

C’è bisogno che nei programmi didattici primeggino e si valorizzino gli insegnamenti della nostra storia giuridica in modo da consentire la condivisione dei principi fondamentali sui quali si fonda la nostra Democrazia. Si deve fare in modo che venga costantemente alimentato il percorso della memoria per tenere sempre viva la luce che alimenta Giustizia e Libertà.

Molti anni orsono, un attimo prima di lasciarmi, mi sussurrò:
“Spogliati di tutto tranne che della dignità,
oggi come ieri la libertà attraversa il mare,
i muri e il filo spinato”
..Una lontana giornata di giugno di 71 anni fa, quando tutti gli italiani vennero chiamati a scegliere tra monarchia e Repubblica

Luigi Einaudi, in occasione del suo insediamento come Presidente della Repubblica nel 1948: “Il trapasso avvenuto il 2 giugno dell’una e dell’altra forma istituzionale dello Stato, fu non solo meraviglioso per la maniera legale e pacifica del suo sversamento, ma anche perché firmò al mondo la prova che il nostro Paese era ormai maturo per la Democrazia che, se si è qualcosa, è discussione, è lotta anche viva, anche tenace tra opinioni diverse e opposte ed è, alla fine, la vittoria di un’opinione dichiaratasi dominante dell’altra.”
Se la festa della Repubblica non si limita ai volteggi e alle parate del 2 giugno, allora è festa per tutto l’anno, e per tutti gli italiani.

Se così fosse, c’è da dedurre e prendere atto che la nostra è la Repubblica della Costituzione che chiama le istituzioni e i cittadini ad una crescente responsabilità collegiale per rielaborare le linee portanti della società e al fine di gestire le prospettive individuali e collettive che ne derivano in termini sociali ed economici. Di conseguenza il nuovo modo di fare democrazia nel prossimo futuro non potrà ridursi a mera rappresentazione e richiederà invece l’elaborazione di un’idea forte, culturale e sociale, per non smarrire l’impegno verso gli altri, rinvigorendo l’alleanza fra giustizia e solidarietà.

In questo contesto non possiamo cercare solo delle situazioni individuali, ma dobbiamo progettare una nuova “società accogliente”, che faccia tesoro della longevità, che progetti una visione, che lavori per un cambiamento e che diventi portatrice di valori nuovi per dare una risposta ai bisogni collettivi che crescono in misura esponenziale.

Se è vero che in passato donne e uomini hanno avuto estremo coraggio nel fare una scelta che ci ha portato la libertà, questo non significa che dobbiamo commettere l’errore di fare la scelta più sciocca, e cioè quella che mira a cancellare il contributo delle minoranze. La democrazia non è un gruppo che prevale sull’altro, ma l’interazione tra gruppi diversi. Il vero punto di partenza di una società evoluta è proprio in questo equilibrio, non quello tra torto o ragione, ma quello tra dignità e rispetto.