QUESTIONI DI INSTABILITÀ

Dic 4, 2012 | News

La legge di stabilità colpisce ancora. E colpisce anche il settore agricolo in tutti i suoi compartimenti. Questa volta la manovra del Governo è decisamente ingarbugliata; se da un lato ha accolto le rimostranze riguardanti l’inasprimento fiscale, dall’altro il nuovo testo prevede il rinvio al 2014 dell’entrata in vigore delle leggi contestate relative: alla maggiorazione dei redditi agrari e dominicali del 15% per gli agricoltori non professionali, alla maggiorazione del 5% per coltivatori diretti e Iap, alla cancellazione per le società di capitali dell’opzione per la tassazione catastale e al forfait per le attività di commercializzazione svolte da Srl costituite da agricoltori.

Ci chiediamo allora, ci sarà un tranello? Eccolo servito dunque: l’introito che non perverrà dalle norme che non entreranno in vigore da subito, sarà recuperato alzando il prezzo del gasolio agricolo, e in merito la legge spiega che il carburante agevolato sarà concesso solo in base ai dati catastali dei fascicoli aziendali.

Ci sembra quindi l’ennesimo espediente utilizzato dai legislatori che finge da una parte di andare incontro alle richieste di produttori e lavoratori, mascherando le buone intenzioni dietro presunte agevolazioni fiscali, mentre dall’altra lavora sottobanco per aggiungere ulteriori balzelli e tirare la cinghia in nome del nuovo ordine che procede seguendo le regole dettate dall’austerità. E questo metodo si palesa proprio in merito all’aumento del carburante agricolo, visto che la diminuzione del 5% delle assegnazioni per le agevolazioni passa al 10% e si giunge così a un risparmio per le casse statali di 160 milioni

Decidere di aumentare le tasse sul gasolio agricolo appare oggi, in un contesto di crisi marcata per l’economia in generale e per l’agricoltura specialmente, come un danno di entità rilevante. Le agevolazioni sui costi del carburante sono pensati per andare incontro anche a chi possiede la terra senza essere impresa. Vogliamo pertanto, come Confeuro, esprimere la nostra netta contrarietà alle modifiche che il Parlamento sta compiendo sulla legge di stabilità in merito alla fiscalità agricola, poiché appaiono addirittura peggiorative rispetto a quelle già gravose avanzate dal Governo.