IL TEATRO (IN)STABILE DELLA POLITICA

Dic 6, 2012 | News

Ci risiamo… E’ passato un anno da quel giorno in cui l’allora Premier Silvio Berlusconi salì al Colle per dimettersi dopo che il suo Governo non ottenne la fiducia; un anno da quando l’incarico fu affidato a un Esecutivo di tecnici, capeggiati dal Professor Mario Monti, con lo scopo di risollevare un paese letteralmente a pezzi, sia dal punto di visto economico, sia politico che sociale, deriso da tutti i capi di Governo stranieri.

E’ passato un anno e oggi sembra di essere tornati al punto di partenza, con l’Esecutivo che perde i numeri della sua vecchia maggioranza, dopo che alcuni deputati del Pdl hanno deciso di non votare in merito al dl sviluppo e al dl enti locali.

Ma in mezzo cosa è accaduto? E’ riuscito il Governo dei professori a ricomporre i pezzi di un’Italia alla sfascio, scopo del suo mandato? La risposta sembra essere prevedibilmente, affermativamente scontata, vista la situazione in cui versa il paese, senza netti miglioramenti, anzi forse con alcuni peggioramenti e ingenti carichi in più, alla stregua di spada di Damocle, pendenti sulle teste dei cittadini italiani.

E per il settore primario cosa è stato fatto? Basta guardare cosa ci ritroviamo oggi tra le mani: prodotti della terra lasciati marcire sui campi a causa dei costi sempre maggiori della distribuzione, trattori fermi perché per fare un pieno di gasolio servirebbe vendere perlomeno una parte di quella frutta marcia, capannoni per gli attrezzi che da un giorno all’altro divengono regge per cui dover pagare migliaia di euro di IMU e poi scoprire che al primo terremoto o alluvione vengono trascinati via insieme agli stessi euro usati per renderli legali.

Ma non è tutto. Il nuovo decreto sviluppo, cosiddetto bis, contiene al suo interno anche le nuove disposizioni riguardanti i tagli al fondo destinato ai patronati, vera e propria mazzata non solo per i cittadini e per il mondo legato al sostegno sociale, ma anche per i distaccamenti degli enti patronali che colmano quel gap che la pubblica amministrazione non sa o non è in grado di gestire.

E’ passato un anno e il paradosso è oggi, 6 dicembre 2012, sotto gli occhi di tutta l’opinione pubblica: un Governo, delegato dal Presidente della Repubblica a dare stabilità all’Italia, promulgatore di una legge che porta stabilità nella sua stessa denominazione, che si ritrova all’improvviso ad affrontare un crisi di instabilità intrinseca, dopo essersi distaccato sempre più da ciò che la politica dovrebbe rappresentare: andare incontro alle voci di aiuto che arrivano dai propri cittadini, sempre più in crisi, sempre più instabili.