QUANDO L’AGRICOLTURA IMPARA A FARE A MENO DELLA POLITICA

Dic 11, 2012 | News

Non dovrebbe essere così, ma bisogna fare di necessità virtù per sopravvivere al lassismo, alle incompetenze e al menefreghismo. E’ basandosi su questo semplice principio che molti agricoltori hanno imparato a fare a meno della politica. Mentre tra tutte le scartoffie istituzionali si è persa la famosa riforma per una filiera agroalimentare a Km zero, qualcuno ha optato per il fai da te. Magari, avrà pensato, se non sono in grado di elaborare strategie almeno sapranno copiarle.

Non è un caso il diffondersi a macchia d’olio dei Gas (Gruppi di Acquisto Solidale) e delle vendite on-line di prodotti agricoli. Un virtuoso esempio arriva da Milano e si chiama Cortilia, una rete via web creata nel 2001 da un imprenditore della città lombarda insieme ad una società statunitense. Il progetto consiste nel permettere al consumatore di scegliere i prodotti agricoli attraverso un portale on-line, recapitati poi, con uno scarto rispetto all’orario deciso di non più di 15 minuti, direttamente a casa. Altro esempio virtuoso è quello dei Gas: una vera e propria spesa collettiva improntata sulla qualità e sul rapporto diretto con il produttore che annulla di fatto i passaggi intermedi.

Quello che stupisce, ma nemmeno troppo visto che l’abitudine in questo campo la fa da padrona, è la lentezza delle istituzioni nel recepire questi chiari segnali di cambiamento. In molti credono che alla politica manchino occhi ed orecchie, ma questo la dipingerebbe come al di fuori di quelle logiche che dovrebbe invece dominare. La verità, è triste dirlo, è che non sono di suo interesse, poiché troppo impegnata bisbigliare nei corridoi, a pianificare le elezioni più che a pensare ai contenuti dei diversi programmi, in sintesi, a fare altro.

Non è possibile credere che l’agricoltura possa camminare sola e senza il supporto della politica per sempre, ma certo non le si può chiedere di arenarsi nella sua attesa.