SCIENZA E’ PROGRESSO

Lug 17, 2019 | News

L’uomo è un albero? Per meglio dire: cosa abbiamo in comune noi e gli alberi? Quali caratteristiche ci legano? Perché ogni pianta, non si discute, ha un suo carattere, esattamente come ogni persona.

Ci sono frassini chiusi e pioppi allegri, ontani pratici e tigli gentili; e ancora farnie, lecci, salici malinconici, robinie, olmi, senza dimenticarsi di tutta la macchia. Per ciascun carattere ci sono storie e radici, gesti e rami, pensieri e fronde. E’ un’avventura non da poco notare quanti aspetti abbiamo in comune con il mondo vegetale. Conoscerlo può aiutarci a capire di più noi stessi e chi ci circonda.

Intanto occorre tenere da conto che è stato scientificamente provato che le connessioni chimiche che viaggiano tra le radici delle piante determinano una sorta di organismo unico multipolare in cui tutto avviene secondo logiche di sistema e, addirittura, seguendo ragionamenti di causa ed effetto. Quindi: gli alberi parlano. Comunicano sempre, collegati da una rete di segnali che si intrecciano con gli apparati radicali. Questa scoperta è stata resa nota di recente da una equipe di biologi e studiosi delle foreste. Tra gli altri emerge Suzanne Simard, scienziata del Canada che ha profuso uno sforzo non comune per ottenere un risultato strabiliante sui meccanismi che la natura è in grado di creare.

Le conclusioni sono il prodotto di uno studio che analizza la dinamica con cui le piante, come sistema, interagiscono (e reagiscono) con i problemi di ogni bosco e foresta. Oltre che – e questo è anche più importante – con il cambiamento climatico.

Del resto, anche se i risultati sono nuovi, l’ispirazione viene da lontano, cioè dal classico di Peter Wohlleben, “La vita nascosta delle piante”. Ed è proprio partendo da qui (tesi che Simard studia e discute) che arriva ad affermare: “Le piante sono la base delle foreste, certo. Ma una foresta è molto di più di quanto non si veda. Sotto esiste un altro mondo intero. Un universo fatto di sentieri e strade biologiche infinite, che collegano gli alberi, li fanno comunicare tra loro e li spingono a comportarsi come se fossero un unico organismo. Si potrebbe parlare, appunto, di intelligenza”. Quindi un intreccio reale tra essere umano e vegetazione, entrambi parte di una stessa Natura.

C’era un tempo l’albero dei sogni, poi della giustizia, poi dei matrimoni, adesso non è più neanche un albero. La gente scuote il capo: questa volta, dicono, non si ripiglia più. Ma l’olmo, ora gracile, schiacciato dai lecci, affogato dai frassini, messo sotto persino dai pioppi, lui giudice, lui Dio, non ascolta. In silenzio, magari sorride. E quando lo fa, ritorna, per un istante, il più bello di tutti. siano le piante. Un albero non può offendere, piuttosto subisce la pochezza mentale dell’uomo.

Quindi scienza è progresso, per il bene comune, gli illusi al comando si facciano da parte.