1° MAGGIO: E DOPO LA FESTA?

Mag 2, 2018 | News

E anche questa festa del 1° Maggio è passata. Sono arrivati gli appelli per sostenere delle politiche che creino lavoro, i richiami all’importanza della sicurezza, l’appello contro la precarietà e la denuncia delle tante situazioni di sfruttamento. E poi? Cosa è successo e cosa succederà subito dopo? Probabilmente niente visto che le prime pagine dei giornali sono già tornate ad occuparsi delle liti tra Di Maio e Salvini.

La verità è che l’assenza di lavoro genera una forte ricattabilità a totale vantaggio dei grandi gruppi di potere che, a quel punto, modificano come meglio credono il mercato del lavoro e i diritti dei lavoratori.

La nostra organizzazione, come è noto, non si occupa solo delle persone impegnate nel settore primario, ma sostiene e supporta anche quelle categorie lavorative che, proprio come quelle agricole, in questi anni si sono viste svilire e sbeffeggiare dalle strutture della rappresentanza tradizionale molto lontane dagli ideali professati e da una politica spesso troppo corrotta per essere vagamente efficace. In un certo senso, a guardar bene, sembra che per i lavoratori il 1° Maggio sia una specie di festa concessa, e non un diritto acquisito nel tempo e attraverso importanti battaglie.

Per ritornare a parlare di civiltà e di cultura del lavoro è quindi necessario cambiare il paradigma e ripartire da un qualcosa che noi di Confeuro sosteniamo da tempo, e cioè dal riconoscersi come esseri umani, e come tali, come detentori di diritti e di doveri. Il 1° Maggio, insomma, non può essere un data ricordo, ma un monito per tutti sull’orizzonte da raggiungere.