AGRI – SINTROPICA

Mar 29, 2019 | News

È sempre più odiosa la propaganda che sale su ogni carro che passa, scaricando il bagaglio del tempo precedente, come forma di messaggio per lasciare intendere che quanto fatto finora è tutta zavorra.
Tutti in pista per correre dietro al tecnologico. In questo turbinio fanno l’impossibile conservando l’abito del “morto”. Fate almeno un atto di coerenza: cambiate “nomenclatura e Ragione sociale” e lasciate in pace i coltivatori! Se vi assale la nostalgia, più semplicemente “contadini”! Aggiungete un atto di coraggio e rinunciate alle trattenute sociali e fidelizzate i – “ROBOT” – che alla spicciolata sono un esercito di – Automi – droni, seminatori di precisione, braccia meccaniche e occhi bionici.

Sarebbe ora di piantarla di offendere chi la terra la coltiva e sforna prodotti di qualità. Prima di dare numeri spiegate ai consumatori cosa centrano le monocolture industriali gonfiate e spinte per fare quantità con in coda pesticidi, concimi chimici, alchimie e riti satanici. Gli agricoltori non si riconoscono né si camuffano con le industrie della terra e rigettano ogni accostamento con le me mega – agro – imprese tecnologiche. Di fatto gli agricoltori sono sgomenti nel costatare che dividono lo sgabello con le Aziende: Ca’ Tron 1200 ettari – la tenuta Ca’ Corniani: quasi 1800 ettari – L’Agricola Maccarese Spa 4500 ettari,per non dire lw masserie modelle “Bonifiche Ferraresi” con una superficie di circa 7000 ettari.. Tutte dotate di mostri tecnologic ormai in grado di stabilire i valori denterometrici e il margine di maturazione di vari ortaggi e di recidere il gambo al momento giusto e completare la raccolta.

Anche la ricerca italiana con grosse iniezioni di “pubblico ricostituente” sta sviluppando modelli di robot capaci di sostituire l’agricoltore in quasi tutti gli aspetti della produzione agraria. Un programma complesso e costoso, con processi di meccanizzazione avanzata. Via via per similitudine: o l’uomo assume le sembianze di un “Androide”, oppure è di troppo.
I coltivatori, sono considerati estranei, perché figli di storie campestri, di odori di paglia. Mescolanze di pelle e fango, ma ricchi di “Orgoglio Contadino” perché figli di una terra genuina come il pane e semplice come le foglie. Rispettiamo la natura, ogni storia si intreccia con la terra Siamo nati e restiamo tra le zolle.

Alla stessa stregua dell’Agronica, del Digitale e della Robotica, nel mondo ci sono tecniche di coltivazioni molto valide, anche se poco conosciute ma non meno importanti, soprattutto per il contributo alla lotta ad ogni tipo di inquinamento. Ci riferiamo alla “Agricoltura Sintropica”, tecnica di produzione in sintonia con la natura e con le sue risorse, basata sul principio della successione ecologica delle specie applicata a sistemi agroforestali successionali di tipo intensivo e dal grande potenziale produttivo. Riduce drasticamente gli spazi utilizzati, inverte il processo di degradazione dei suoli e delle risorse idriche e ottimizza e diversifica notevolmente la produttività, tanto nel tempo che nello spazio. Non basta: i sistemi agroforestali permettono non solo la preservazione delle risorse naturali, ma anche il recupero di terreni degradati, il progressivo ripristino della biodiversità e persino la rinascita delle fonti idriche.
È una tecnologia finalizzata alla creazione e rigenerazione di ecosistemi resilienti e produttive e dei loro servizi ecosistemici, laddove pratiche agricole convenzionali ne hanno causato il degrado. Agri-Sintropica, “coltivare secondo natura” è la rivoluzione del binomio dei paradigmi dell’agricoltura e della sostenibilità poiché, contrariamente alle tecnologie convenzionali, non impoverisce i suoli ma ne favorisce il ripristino, riducendo fino al 75% l’uso di acqua e terra, poiché è in grado, di fatto, di rigenerare suoli “arsi”, in quanto la biomassa è fornita endogenamente dalla parte silvicola del sistema.

Il concetto di -Agricoltura Sintropica – tecnica di gestione agroforestale capace di rigenerare la fertilità del suolo e, allo stesso tempo, di contribuire al mitigamento degli effetti del cambiamento climatico, risale alla fine del secolo scorso. L’Agricoltura Sintropica è un’evoluzione dell’agroforestry, la stessa FAO ne ha dato risalto, evidenziandone il potenziale di sostenibilità ambientale, redditività e nutrizione.

Nel nuovo millennio nelle campagne ci sono due “mondi contro”, prima o poi bisognerà scegliere tra gli spazi verdi recintati con canne o legni di pochi metri quadrati o il pilotare droni, avere segnali satellitari e digital ed altre invenzioni che consentano di tenere tutto sotto controllo.
L’Agricoltura Sintropica, ci ricorda che la natura ha i suoi tempi, non ci sono cartellini da timbrare ma tutto risponde ad un ordine che nella sua complessità nasconde i motivi dell’esistenza.