AGRICO(U)LTURA: LA POLITICA DISTORCE

Apr 5, 2019 | News

Al di là dei roboanti proclami, potremmo affermare che per gli agricoltori “malatempora currunt”!

Tutto traspare da una Rappresentanza da tempo caduta in disgrazia e che vive una crisi che, col passare del tempo, vede la parabola della piattaforma rivendicativa tesa ad appiattirsi sulle solite e sterili tematiche.

Ormai la moda richiede una terminologia ad effetto, con in testa – PAC – EXPORT – FILIERE – TAVOLI -BILATERALITÀ – CONVERGENZE – COINVOLGIMENTO .

Se qualcuno fa la voce grossa, in sub-ordine si aggiungono: ricerca, sperimentazione in campo, qualità e, se resta un rigo nei discorsi corposi con accenni alla biodiversità. Non basta! Un capitolo a parte tratta gli “amori” per Robotica, Droni, banda larga e Digitale. Ma Innovazione e Ricerca sono strettamente connesse alle infrastrutture, un argomento che vede il nostro Paese in grave ritardo partendo proprio dagli investimenti (che sono la metà di quelli di Francia e Germania). Bene comunque il Ministro Centinaio per le risorse destinate alle filiere.

Nel merito siamo convinti che gli agricoltori restino in attesa di una politica che metta ordine nel ginepraio dei passaggi che “imbrattano” il romanzo del viaggio delle derrate alimentari: dalla raccolta al consumo.

Riteniamo, per amore della trasparenza di cui si fa vanto questo governo, che sia giunto il tempo di rivedere e normare le filiere per superare le conflittualità tra gli stessi operatori. L’intento è ricostruire il percorso dei prodotti agroalimentari dal campo allo scaffale del supermercato, individuando le distorsioni che potrebbero favorire fenomeni di lievitazione dei prezzi ingiustificati, lo sfruttamento lavorativo e il caporalato. Solo una legge può suggellare la trasparenza delle filiere introducendo un sistema di controlli dei vari passaggi in maniera da coinvolgere la grande distribuzione organizzata e le multinazionali per dare all’acquirente l’opportunità di verificare, con semplicità, la provenienza e le caratteristiche dei prodotti.

In questo contesto condividiamo la posizione del titolare del MIPAAFT quando dice: “il futuro dell’agricoltura passa necessariamente attraverso una filiera sana, virtuosa e di eccellenza”.

Congelata temporaneamente la Politica Agricola Comunitaria, ci restano gli incontri tra gli amici e i tanti TAVOLI! Uno per ogni problema, forse meglio uno per ogni prodotto. E mettiamola come preferite, ma in verità siamo senza uno straccio di piano colturale e nemmeno un’idea per valutarne cause e ragioni. Tutto questo senza nulla togliere all’impegno per la ricerca disperata di uno e più meccanismi “tampone”.

Di tanto in tanto, stranamente, non si sente il bisogno di informare i cittadini dei traguardi raggiunti in fatto di livelli di tossicità dei fitofarmaci, sia verso l’uomo che verso la fauna. Oggi si grida ai residui dei fitofarmaci nel cibo, ma si evita di ricordare che negli anni ’60′-80′ nemmeno si misuravano, ma c’erano eccome.

Oggi tutto è affidato ai numerosi “venditori di paure” che popolano i media, tanto fanno ascolto! Ma ai dubbi dei consumatori in tanti hanno pensato di rispondere appiccicando dei plus “narrativi”. Infatti il consumatore si sta nutrendo più di ideologia che di scienza applicata all’alimentazione.

Le circostanze presentano un alto tasso di carenze comunicative e notevoli perplessità, fino al punto che gli stessi ricercatori hanno denunciato l’assoluta inadeguatezza dell’attuale legislazione nel valutare e proteggere la salute umana. Il solito rattoppo non si coniuga con le ambizioni.