ARLECCHINO E PULCINELLA

Nov 19, 2015 | News

Dai piccoli Agricoltori

“Dove vai?” chiese Arlecchino a Pulcinella, “non vado…. mi portano!”

Il teatro è teatro, ma non solo. Il teatro è anche cultura poesia, passione, novità conoscenza detti e bugie.

Quelle che ci raccontano sull’agricoltura, invece, sono proprio tutte verità? Forse non è vero che tutto luccica? Però non è neanche tutto buio pesto! Infatti il latte, l’olio, la bistecca rossa, non luccicano, ma sono colorati.

Il difetto forse è proprio nel colore. Il bianco è sempre più bianco e dai tempi di “vancimuglio” –Quote Latte – che in tanti pur di non pagare hanno reiteratamente imbrigliato, imbrogliato, camuffato e impugnato facendo pagare a noi le loro sanzioni. Tutto questo avviene mentre il piatto piange e nel momento in cui nessuno riesci a spiegarci perché dai 35 centesimi alla stalla paghiamo quasi 2 euro per litro di latte al consumo.

L’olio d’oliva poi – quando è tale – perché, va detto, quasi indisturbati, i marchi altisonanti vendono olio semplice o lampante miscelato con quello di colza – alto contenuto di acido erucico (pericoloso per la salute) – spacciandoli come “extra vergine”.

Chi è addetto ai controlli? AGECONTROL!
Per l’olio d’oliva cosa prevedono le politiche UE? sempre e solo elemosine
Quali sono le proposte per la valorizzazione e l’incremento dei consumi che non pensino unicamente agli industriali dell’EXPORT? Nessuna

E poi arriviamo all’ultimo pezzo forte. Attestato che la carne rossa, mangiata in quantità modica, non ha mai assassinato chi la consuma, ci viene da chiederci a chi giova la sua demonizzazione e come mai chi dovrebbe assicurarne qualità e salubrità non si esprime
Tutto sembra si lasci al caso, compresa la carne vecchia e sbiancata la sera che, durante la notte, miracolosamente diventa rosso carbone ardente.

E la politica cosa e quale ruolo hanno avuto in tutti questi anni e quali misure sono intervenute per ricondurre ad un livello vivibile gli agricoltori e più in generale il sistema agroalimentare?

Un dato per tutti: dal 1946 al 2015 – dopo essere scampato al referente per la chiusura – il palazzo che fu di CAVOUR è stato abitato da ben 38 ministri dell’agricoltura , in media uno ogni 18 mesi.
Nel 1946 gli agricoltori erano 13 milioni. Oggi, un milione e trecentomila In media sono scomparse 170 mila aziende agricole ogni anno (ogni ministro ha contribuito a cancellare 220 mila imprese durante il dicasterato).

Con la – P A C – fino al 2020, si calcola che le imprese agricole saranno meno dei dipendenti di Via 20 Settembre 20 – “AGEA, ISMEA, INEA, SIAN, SIN, CRA, EIPLI, ENTE RISI, BUONITALIA, ISA SPA, AGENZIA POLLENZO SPA, UNIRELABO – EX UNIRE” e qualche ricercatore sciolto!
Cosa propone il governo dei “carnieri”? Come mai ci sono più burocrati che agricoltori e che accordi ci sono per la spartizione di 50 miliardi di fondi comunitari?

Cosa hanno combinato di tanto grave circa 800 mila piccoli agricoltori, da meritare l”esclusione dai benefici e dagli aiuti europei?

Forse il loro torto è che chiedevano troppo poco, in quanto i lavoratori dell’AGEA (cimitero dell’agricoltura italiana), per istruire una domanda incassano più di 300 euro.

Visto che gli agricoltori sono ormai ridotti a pochi intimi ed EXPO ha chiuso prima di impegnare 1 miliardo e mezzo in 10 anni per i progetti “incomprensibili” in affidamento a sigle riconducibili al movimento “Renzieconvinti” con i tentacoli avvinghiati su EATALY alias F.I.CO, erede universale di “MILANO”.

Cosa direbbero gli italiani se invece dei miliardi destinati ad un ministero “fantasma”, dove festeggiano centinaia di porta-borse nullafacent e un ministro senza amministrati, dirottassimo le prebende, le indennità di carica e il portafogli del ministro per salvare milioni di bambini del pianeta che muoiono per denutrizione? Ogni 10 secondi ne muore uno per fame e attorno a luci c’è solo il rumore del silenzio.

di Rocco Tiso