Braccia tolte all’agricoltura

Apr 8, 2012 | News

Una volta, per farsi due risate alle spalle di qualche giovane dalle dubbie doti intellettuali, si diceva “braccia tolte all’agricoltura”. Probabilmente qualcuno lo dice ancora. Certo è che oggi fa molto meno ridere.
Sarà che in Italia, nel solo 2011, più di 20.000 aziende hanno chiuso i battenti, e vivere di agricoltura è sempre più difficile anche per i più capaci e appassionati.

Sarà che in questo paese si dovrebbe parlare non di braccia, ma di teste e cuori tolti all’agricoltura; dei giovani e delle donne, le grandi risorse inespresse del Paese, che nel settore primario non vedono un’opportunità, ma un carrozzone agonizzante, lasciato da solo a fronteggiare una crisi ventennale.

Eppure, con 1,3 milioni di unità, l’Italia è al primo posto in Europa per occupazione femminile nel primario. Segno che a mancare, nel nostro Paese, non sono certo la volontà, la determinazione, la cultura agricola, ma la lungimiranza delle classi dirigenti, il dialogo tra i governi e le forze di rappresentanza, soprattutto le più giovani, estranee ai giochi di potere che da sempre ostacolano il progresso del settore verso nuovi traguardi di efficienza ed equità.

Sta di fatto che il settore agroalimentare è la spina dorsale dell’economia italiana ed europea, oltre che il più grande ambasciatore della nostra cultura, e il più importante custode del nostro ambiente.
Il nostro compito, oggi, è quello di renderlo anche e soprattutto una grande opportunità per i nostri cittadini, lavoratori e lavoratrici di oggi e di domani.