BUCHI NELL’ACQUA

Gen 8, 2013 | News

Non è il primo e purtroppo nemmeno l’ultimo, ma questo fa davvero venire un sorriso (amaro) se si tiene conto che in Italia è passato, da poco più di un anno, tra l’altro a stragrande maggioranza, un referendum che definiva le risorse idriche un bene comune primario sotto tutela dello Stato, poiché garante degli interessi collettivi e del pubblico. E invece ieri è arrivata la denuncia di Legambiente in merito alla violazione da parte dell’Italia del diritto comunitario in materia di inquinamento delle acque. Come? Con il solito metodo nostrano, ovvero con l’inserimento di un articoletto nel Decreto Sviluppo che azzera per 12 mesi l’attuazione della direttiva europea sui nitrati del 1991 e che ha come obiettivo proprio quello di prevenire l’inquinamento da fertilizzanti azotati per fiumi e laghi.

Insomma la famosa discontinuità con le politiche precedenti richiesta al nuovo governo (ora anche lui vecchio) non è mai arrivata. E in alcuni casi, per quanto fosse difficile, si è riusciti persino a fare qualcosa di peggio. La stessa mancata applicazione di quanto disposto con il referendum, da noi appoggiato apertamente, per “l’acqua pubblica” è continuata in combutta tra i governi Berlusconi e Monti.

E’ questo uno degli elementi simbolo del distacco che separa i cittadini dalla politica; la logica secondo cui gli italiani hanno ragione solo se in accordo con quanto voluto dai poteri forti rappresentati dalla classe dirigente politica del paese. Nel caso contrario invece, basta una piccola legge o un articolo di poche righe dentro un faldone di mille pagine per rimettere tutto in ordine ed inventare una nuova favola sulla democrazia.