COME CESTI PIENI D’ACQUA

Lug 21, 2017 | News

Siamo lusingati nel rilevare che l’agricoltura è diventata un punto di riferimento importante nel Paese e, nei fatti, sembra avere riconquistato la centralità che le spetta.
Ne è riprova la visita del nostro Presidente del Consiglio e del Ministro del Dicastero Agro-alimentare ad una tra le più importanti Società per Azioni che operano anche nel settore delle produzione di derrate alimentari e di stanza nel Ferrarese.
Ci riferiamo alle Tenuta di Jolanda di Savoia, sede della Spa Bonifiche Ferraresi: una società agricola – acquistata da BF Holding S.p.A., dalla Banca d’Italia nel giugno 2014. L’impresa vanta ad oggi un patrimonio di circa 5.500 ettari. Di cui:

Jolanda di Savoia, Ferrara
Tenuta di Jolanda di Savoia: 3.850 ettari

Mirabello, Ferrara
Tenuta di Mirabello: 170 ettari
Tenuta di Poggio Renatico: 120 ettari

Santa Caterina, Arezzo
Tenuta di Cortona: 830 ettari
Tenuta di Castiglion Fiorentino: 520 ettari

Bonifiche Ferraresi , riporta il sito web, è consapevole del proprio ruolo sociale, economico ed ambientale. In piena coerenza con l’obiettivo di generare valore diffuso e di lungo termine, per gli azionisti, i fornitori, i consumatori, i partner, le comunità locali e tutti gli stakeholder .

La Spa ha un Consiglio di Amministrazione composto da 7 membri: Rossella Locatelli (Presidente), Federico Vecchioni (Amministratore Delegato), Giovanni Canetta Roeder, Nathalie Francesca Maria Dompé, Alessandro Nova, Valeria Pederlini e Alberto Antolini. È ben noto al mondo agricolo, l’amministratore delegato Federico Vecchioni, già presidente nazionale della Coldiretti.
Si legge sull’Agenzia Agricola Agrapress: Al termine della visita GENTILONI e MARTINA sono intervenuti davanti ad una folta platea, composta, tra i molti altri, oltre che dagli azionisti di bonifiche ferraresi, dai presidenti di cassa depositi e prestiti Claudio COSTAMAGNA, della Coldiretti Roberto MONCALVO, di Federalimentare Luigi SCORDAMAGLIA e del CSO Paolo BRUNI, ma anche dall’industriale Luigi CREMONINI e dall’amministratore delegato di bonifiche ferraresi Federico VECCHIONI.

Ci troviamo in un luogo straordinario, in una sorta di “grande laboratorio dell’agricoltura di precisione”.. “Siamo i numeri uno o i numeri due in tutti i momenti del processo di trasformazione agricola, dal ciclo del freddo al packaging e a qualsiasi di questi aspetti”, ha sottolineato GENTILONI, asserendo che “è anche grazie alla Coldiretti se il settore in questi anni ha guadagnato molti punti”.

Poi … “E’ straordinario – ha affermato GENTILONI – che non per rassegnazione, ma per investimento e per fiducia in un nuovo modo di fare impresa sia cresciuto il numero di giovani under 35 che tornano a lavorare in agricoltura, in molti casi come imprenditori”.
Successivamente è stato presentato un progetto innovativo di diffusione dell’agricoltura di precisione nelle piccole e medie imprese agricole italiane, chiarendo che “il progetto vede una partnership pubblico-privata tra l’Ismea, ente finanziario del MIPAAF, e Bonifiche Ferraresi”, con lo scopo di “favorire l’adozione e la diffusione su vasta scala territoriale del sistemi di gestione avanzata, attraverso l’utilizzo delle tecnologie innovative in favore delle imprese agricole e agroalimentari italiane”.

L’investimento complessivo previsto ammonta a 12 milioni di euro, di cui 4 saranno a carico di Ismea: “vogliamo sostenere ancora di più la diffusione delle tecnologie nelle nostre piccole e medie imprese agricole, per renderle più forti, sostenibili e competitive”, ha sostenuto il Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio MARTINA, spiegando che l’intesa “può attivare da sola la copertura di circa 145.000 ettari con servizi di agricoltura di precisione dal 2018 alla fine del 2023”.

Inoltre “abbiamo praticamente ultimato il lavoro per aprire i bandi sui contratti di filiera, tanto attesi, che saranno pubblicati a partire dal prossimo primo novembre”. Grazie all’intervento di cassa depositi e prestiti e all’attività sviluppata con il governo, siamo nelle condizioni di mettere in dotazione per lo sviluppo dei bandi, praticamente 300 milioni di euro, considerata l’importanza delle filiere agricole e agroalimentari italiane”.
Dopo l’evento straordinario ci siamo sforzati di capire cosa di bello potrebbe accadere alle piccole aziende agricole citate più volte durante lo straordinario evento in quel di Jolanda di Savoia.

L’unico accostamento che ci sovviene è la favola del “Cesto pieno di acqua”
Nella fiaba si racconta di un uomo anziano che viveva insieme al nipote in una fattoria sulle montagne.
Puntualmente, di buonora, non appena si alzava, il vecchio leggeva la sua logora Bibbia.
Il ragazzo, che voleva essere come lui, cercava di imitarlo in tutto quello che faceva.
Un giorno, il nipote domandò: “Nonno, io a volte leggo la Bibbia come fai tu, ma non sempre la comprendo, e quando capisco qualcosa, appena chiudo il libro l’ho già dimenticata. Ma allora a che serve leggere la Bibbia?”

Con fare calmo e tranquillo, il nonno prese il carbone da un cesto di vimini e lo mise nella stufa, poi, mostrando il canestro vuoto al nipote, disse: “prendi questo paniere, vai al fiume e riportamelo pieno d’acqua.” Il ragazzo fece ciò che gli era stato chiesto, ma l’acqua uscì tutta dal paniere prima ancora che fosse tornato.

Appena lo vide, il nonno si mise a ridere, poi gli disse: “Ritorna al fiume a prendere l’acqua, ma questa volta devi correre più in fretta.”

Il ragazzo corse più veloce che poteva, ma ancora una volta il cesto si era svuotato troppo in fretta. Ansimante, il giovanotto disse a suo nonno che era impossibile portare l’acqua nel cesto, per cui, propose di andare a prendere un secchio. Il nonno disse: “Non voglio un secchio d’acqua, voglio un cesto d’acqua. Vai, torna al fiume. Devi correre ancora più veloce.” Il vecchio si affacciò alla finestra per vedere il nipote che ci riprovava.
Malgrado sapesse che quella era un’impresa impossibile, il ragazzo voleva mostrare a suo nonno che anche correndo il più veloce possibile non sarebbe cambiato nulla. E così accadde. Senza più fiato allora il piccolo esclamò: “È inutile nonno!”

“Così, tu pensi che sia stato inutile?”. Disse il nonno: “Guarda meglio il paniere.” Il nipote guardò il cesto e solo allora si rese conto che era diverso. Anziché liso e sporco di carbone, il vecchio cesto, ora, era pulito.
I piccoli agricoltori e le piccole imprese agricole sono un po’ come il nipote e un po’ come il cesto. Si usano per ripulire le coscienze di coloro che ne parlano tanto, sapendo che lo fanno soltanto per legittimare le apparenze.

L’Agricoltore Digitale