COME SEMPRE VINCE IL BANCO

Giu 6, 2013 | News

Continua a stringersi la disponibilità economica derivante da credito delle imprese italiane. Il morivo? Il comportamento degli istituti di credito, i quali invece che sostenere il tessuto produttivo italiano per favorirne il rilancio lo spremono per massimizzare i profitti. A dirlo non son i soliti cospiratori della domenica, ma l’agenzia di raiting internazionale Standars & Poor’s che quantifica in 44 miliardi di euro la diminuzione dei crediti concessi dalle banche alle imprese italiane nel corso del 2012. Eppure va precisato che gli istituti di crediti sono tra gli attori economici trattati meglio dallo scoppio della crisi. Nel marzo del 2012, infatti, l’allora neo governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, diede loro denaro in cambio di interessi quasi simbolici e pari all’1% del denaro acquistato (un vero e proprio sogno per i cittadini). Il problema è che queste risorse sarebbero dovute essere girate alle imprese per aumentarne la produttività, e non invece, come poi è stato, parcheggiate nei portafogli dei banchieri. E allora si può dar torto a chi sostiene ormai da tempo che questa crisi ha creato le condizioni perché le banche facessero dei veri e propri affari?

Settori come quello agroalimentare soffrono più di altri il mancato accesso al credito e la frequenza con cui le aziende agricole sono costrette a chiudere i battenti è ormai preoccupante (12 mila nel solo 2012). E allora non rimane che altro che invertire completamente la rotta e costringere le banche a girare il denaro ricevuto, oppure regalato se lo si preferisce, alle imprese. Come? Con una legislazione chiara e vincolante. Altrimenti si può sempre bypassare gli istituti di credito e concedere i fondi come finanziamenti europei.