CONOSCERE L’EUROPA

Set 16, 2019 | News

Diciamo subito che sottoscriviamo i contenuti del Manifesto per una PAC sostenibile. Lo facciamo per convinzione, nessuna opportunità: noi sul carro non siamo abituati a starci, anzi, mai ci siamo saliti.E poi il nostro “NO” ai tagli per la Politica Agricola Comuni taria – PAC 2021- 2027 lo abbiamo piantato da anni oggi, è quasi un ramoscello. Ancora si discute per evitare il taglio del budget Ue e ci si preoccupa della minacciata rinazionalizzazione Pac, rivendicando una mai venuta meno autonomia delle Regioni, le quali sono da sempre interessate alla gestione dei fondi per lo sviluppo rurale.

Condividiamo molti degli obiettivi prioritari:

~ valorizzare la specificità dei diversi sistemi produttivi che caratterizzano l’agricoltura europea;
~ promuovere la qualità delle produzioni e la sostenibilità ambientale per sostenere la ricerca e l’innovazione;
~ semplificare e velocizzare le procedure burocratiche;
~ dare risposte più mirate e puntuali alle esigenze dei territori e tutelare in maniera più efficace il reddito delle aziende agricole difendendo la possibilità di decidere a livello periferico l’utilizzo delle risorse avute in assegnazione da Bruxelles.

Questi alcuni punti fondamentali del “Manifesto per una Politica agricola comune più giusta e sostenibi
le”, sottoscritto a Rennes, in Bretagna, dai rappresen
tanti di Agriregions, la coalizione che le riunisce 14 tra le più importanti regioni agricole europee.(Emilia Romagna,Toscana e Provincia autonoma Bolzano per l’Italia).

Il Manifesto è però privo di un serio impegno per migliorare la conoscenza dei Cittadini sul funzionamento della macchina europea, anche in ordine agli stesso fondi europei e in merito alla destinazione degli stessi.

Ci risulta che il progetto di ricerca”Perceive”, seguito da nove università, dopo tre anni di studio in diverse Regioni europee segnali come il grande problema dell’Ue sia la comunicazione. In pratica la quasi totalità dei 500 milioni di europei, sono ignari che con le risorse comunitarie si finanziano anche le infrastrutture, (riparano scuole, ospedali, biblioteche, musei, chiese diroccate, strade, impianti sportivi, teatri, mercatini). Si creano anche incubatori per le piccole e medie imprese e si finanziano progetti per le energie rinnovabili e la mobilità sostenibile. Insomma con i fondi comunitari si interviene sopratutto per alleviare i diversi problemi che riguardano la collettività.

In Italia per ogni progetto finanziato c’è un sindaco o presidente di Regione che si prende meriti non suoi e senza fare nemmeno un cenno all’ente europeo che ha finanziato quel progetto. Il problema è sempre lo stesso: l’Europa fa tanto ma non sa comunicarlo, resta solo bersaglio.

Quasi un cittadino europeo su due non sa cosa sia la politica di coesione (48%), e se parliamo di politica regionale Ue, la percentuale sale al 60%. Nel Bel Paese, solo uno su dieci è consapevole che ha utilizzato i fondi UE.laUnione europea. Occorre una “Sfera Pubblica Europea”, un luogo di informazione dove i cittadini possano ricevere le notizie in modo semplice. Volendo i mezzi ci sarebbero.
Non basta più la solita comunicazione dall’alto, la stessa PAC oltre che ad essere superata, sembra una sigla ostica assimilabile ad un Partito.