SIAMO MATTI

Set 24, 2019 | News

Più tasse e meno Agricoltura.

Come non condividere le preoccupazioni del Direttore del Corriere Ortofrutticolo, il quale apprezza l’azione del Ministro Bellanova che a sua volta ha parlato di competitività, internazionalizzazione e filiere efficienti. Parole sante per l’ortofrutta, anche se dai primi passi del nuovo Governo arrivano segnali contrastanti. Tasse contro Ambiente e balzelli per evitare che le scuole pubbliche controllino da un momento all’altro.

Rasente il ridicolo fare cassa sulle bevande zuccherate e merendine. Possibile che si facciano esercitazioni mentali sull’agricoltura e si arrivi a proporre il taglio delle agevolazioni per il gasolio agricolo parlando contemporaneamente di competitività delle imprese? Non è saggio aumentare i costi dei beni che concorrono a formare il prezzo: “roba da matti”, per dirla come Frassoldati.

Insomma per gli ortofrutticoltori piove sul bagnato perché i danni da cimice aggravano una situazione di mercato già molto difficile per le pere. “Siamo sull’orlo del baratro” è l’appello del mondo produttivo. Servono fondi nazionali e magari comunitari, su cui il Ministro, in vero, si sta impegnando. Come si dice: un guaio tira l’altro, ed ecco l’export in forte declino con i relativi problemi di internazionalizzazione e competitività.

Da più parti si invoca la riapertura del “tavolo mirato a Roma”, anche per capire meglio le competenze del commercio estero. Urge bussare ai mercati lontani, i quali sono chiusi per noi a vantaggio di Spagna e Polonia. La situazione del settore dell’ortofrutta è critica in tutto lo Stivale; per altro il report di Nomisma sulla Romagna è davvero preoccupante. Non solo per i numeri (in 10 anni è stato perso il 19% di export di frutta fresca e il 76,5% fra ortaggi e cereali), ma anche per la conferma dello strapotere spagnol (in Europa, ma anche in Italia) e per la continua perdita di superfici e prodotto (-51% nettarine, – 54% pesche, -25% pere). Il valore del distretto ortofrutticolo romagnolo resta nelle macchine e nelle tecnologie, ma è sempre più in declino per il prodotto fresco.

E poi lo spettacolo sconcertante/deprimente dei giorni scorsi, quando per l’emergenza cimice alcune sigle del mondo agricolo si sono mobilitate da separati in casa, con Coldiretti da una parte e Agrinsieme e la cooperazione dall’altra.

Eppure giorno dopo giorno l’agricoltura muore, e con essa chi coltiva la terra; e non solo per l’età avanzata. Inoltre a morire dentro ci sono i tanti giovani per i quali, lentamente, si sta spezzando anche l’ultimo filo di speranza.