La Terra. Lacrime d’autunno.

Set 30, 2019 | News

Da questo mondo tutti prendono, come se la Terra fosse debitrice dell’umanità. Oltre alla maleducazione, al depauperamento, alla sistematica abitudine di imbrattare muri, sfregiare gli alberi, gettare rifiuti in ogni dove, un po’ tutti avanziamo pretese. Ci nutriamo dei suoi prodotti, la sfregiamo, perché niente ci soddisfa. Cementifichiamo come selvaggi e, non contenti, spesso presentiamo il conto.
Prendi l’autunno: è il tempo delle foglie, cadono in silenzio, spogliando gli alberi che non si ribellano, restano immobili aspettando la primavera. Si potrebbe obbiettare che non ci sono più le stagioni e che di questo passo resteranno solo neve e solleone.
L’autunno che corre si è presentato in modo nuovo e diverso, questo settembre, spolverato dal sole e dalla brezza consolatrice di un mare rinfrescato. E’ un regalo che riscatta un’estate esagerata per umidità e durata. Intanto passa un’onda colorata: sono adolescenti che manifestano per l’ambiente e per il domani. Il loro peccato deriva dalla voglia di aiutare la Terra, uno scandalo vivente per i detrattori, pronti a denigrarli come politici di professione. Proiettili a salve, colpi di coda, ricordi e rimpianti di noi adulti che ci siamo fatti sfuggire il tempo dei fiori con i sassi lanciati nello stagno della vita.
Come non aderire? Questi ragazzi, muovono verso nuovi orizzonti, affrontano ogni tipo di rischio, sfuggendo al buio dell’esistenza virtuale dei social. Vogliono tentare di salvare il mondo dando del proprio. Sono antesignani di idee, avanzano precise richieste, mettono in discussione la scuola, chiedono fondi per ricerca e università, guardano l’innovazione ecologica e si battono per la sostenibilità. Per i giovani studenti la salute dell’uomo e del pianeta nasce proprio dalla scuola, così come dal rispetto della natura, che insieme all’agricoltura danno forma alla cultura dell’ambiente.
Noi aggiungiamo che bisogna rivedere i programmi didattici per evidenziare le conseguenze dell’utilizzo dei combustibili fossili e inserire in tutti i programmi insegnamenti basati su modelli di sviluppo ecosostenibili. Per la giornata di chiusura di un’intera settimana di proteste giovanili a livello globale, sono scesi in piazza un milione di ragazzi.
Si tratta di una mobilitazione fondamentale, perché in ballo c’è la sopravvivenza del genere umano. Ma cosa accadrà quando gli studenti torneranno a casa? Riusciranno questi ragazzi, a cui gli adulti “stanno rubando il futuro”, ad applicare i buoni propositi e gli slogan dei cortei anche nella loro quotidianità? Noi siamo ottimisti. In ogni caso, al momento tutto rimane in mano alla buona volontà e alla coscienza di ciascuno di loro (e di noi!). La serietà impone che la lotta al cambiamento climatico si faccia concretamente, e non in modo unilaterale. Occorrono soluzioni condivise che impegnino pubblico e privati e, soprattutto, siano applicabili e con risultati tangibili.
Non sia l’autunno il riferimento per determinare le scelte, rompiamo il silenzio dando voce alla scienza: valorizziamo la conoscenza scientifica, ascoltando e diffondendo i moniti degli studiosi più autorevoli di tutto il mondo. La scienza da anni informa sulla gravità del problema e sugli strumenti utili per contrastarlo.
Occorre farlo ora o sarà troppo tardi! Senza giri di parole! il pianeta vivrà solo se ci sarà la volontà politica di intervenire ad ogni livello con il coinvolgimento dei privati. Mai ci stancheremo di evidenziare l’urgenza e la gravità della situazione in cui sta inesorabilmente precipitando la Terra. Quando sorge il sole non è un nuovo giorno, in realtà è passato un altro giorno e per la Terra restano solo lacrime d’autunno.