CONSUMI: CINQUE ANNI DI CADUTA LIBERA

Apr 23, 2013 | News

Ora le cose sono cambiate rispetto al 2008, la politica si è resa conto che i ristoranti non sono più pieni e che le tasche degli italiani lo sono ancora di meno; ciò nonostante nulla è stato ancora fatto per fermare il tracollo dei consumi. Ed è forse per questo che non stupiscono i dati forniti dal presidente dell’Istat Enrico Giovannini sul numero degli italiani costretti a fare la spesa al discount (il 62%).

Il precipitare del livello dei consumi però, per quanto violento, era stato più vole annunciato. Da chi? Non solo da illustri economisti che presiedono importanti cattedre degli atenei italiani, ma anche da gente comune capace di rendersi conto da sé che il proseguo delle politiche di austerità non avrebbe potuto portare che a questo.

In Italia in questo momento si sta verificando un vero e proprio dramma socio-economico di cui le istituzioni paiono non percepire la gravità. La politica è troppo impegnata a dare i nomi alle diverse poltrone parlamentari e non per comprendere la gravità di una situazione che in fondo, rinchiusa tra le stanze dorate, non ha mai visto. Magari sa che esistono circa 8 milioni di persone a rischio povertà, ma non le ha mai incontrate per strada disperate mentre cercano di fare i miracoli per sopravvivere.

E’ questa l’unica “scusante” che si può dare a tanta cecità e sordità, a quella mancata voglia di cambiare prontamente proclamata nel periodo elettorale per raccimolare qualche voto in più, ma poi immediatamente seppellita sotto il tappetto una volta chiusi i giochi. I talk show sono pieni di politicanti che ripetono a memoria frasi come: “dobbiamo aiutare le imprese, snellire la burocrazia e abbattere i costi della politica”, tutti con lo stesso timbro vocale, esattamente come in una voce preregistrata di 10 anni fa; probabilmente, se gli italiani potessero scegliere da cosa cominciare a tagliare nel proprio bilancio, comincerebbero proprio da loro.