COSA VUOI FARE DA GRANDE?

Giu 21, 2012 | News

Cosa vuoi fare da grande? Scrivi un tema sui tuoi sogni, le tue idee e le tue aspettative di quando sarai adulto e cosa faresti per migliorare il mondo. Chi di noi, durante il periodo delle elementari, non ha svolto, almeno una volta, un tema su questa traccia. Ecco, questo è in sostanza il testo redatto in via definitiva dalle grandi potenze mondiali riunitesi a Rio de Janeiro per l’Earth Summit. Una serie di intenti, piuttosto deboli, che riassumono un unico triste concetto: “vorrei ma non posso…”

Perlomeno i bambini hanno la decenza di essere più sognatori e, udite udite, anche più concreti in quelle che sembrano essere delle proposte trite e ritrite, nonché alquanto stantie. 49 pagine e 238 capitoli serviti su un piatto di “bisognerebbe fare così”, accompagnati con una portata di “quanto ci piacerebbe”, conditi con del piccante “eh ma ogni paese fa un po’ come gli pare”, fino al dulcis in fundo ornato con degli emblematici “bello eh…rimaniamo in contatto, non facciamo passare altri 20 anni”. Eh sì rivediamoci, come se questi grandi appuntamenti mondiali non costassero la bellezza di 150 milioni di dollari, spesi per fare due chiacchere e mangiare in compagnia.

Una Conferenza che avrebbe dovuto collocare in primo piano le future generazioni attraverso il rilancio del settore agricolo, che avrebbe dovuto far risaltare l’importanza dei fiumi, dei ghiacciai, dei laghi, dei mari, delle pianure, della vita; una conferenza in cui gettare le fondamenta per una nuova concezione di economia e per lo sfruttamento delle risorse, per un nuovo modo di intendere il modello produttivo; in sostanza la messa in atto di quel tanto agognato sviluppo sostenibile.

E l’economia sostenibile deve necessariamente passare dall’agricoltura, reparto che per sua inclinazione naturale è legato alla terra e alla sua tutela, un settore dal quale ripartire, perché se da una parte deve essere re-investito di quel ruolo centrale che gli compete, dall’altra può contribuire al rilancio di un’economia mondiale sempre più in crisi, avanzando con un sistema basato sulla Green Economy. Proseguendo su questa rotta, bisogna riordinare il comparto agricolo per costruire un’idea di futuro e rilanciare le sorti della terra e dei suoi abitanti, a cominciare da quelli più poveri, che non potendo usufruire dei beni di prima necessità, possono individuare nel settore non solo un modo per sfamarsi, ma utilizzarlo anche come risorsa per lavorare e produrre.

Ma Rio +20 non ha cambiato lo stato delle cose. L’ennesimo appuntamento concluso col nulla di fatto, l’ennesima redazione di testi vaghi e vuoti di contenuti. Alla fine dei conti, quindi, una nuova occasione sprecata, buttata in quella pattumiera ormai stracolma di rifiuti indifferenziati, mai smaltiti, e soprattutto rigonfia di quei buoni propositi e di intenti taciuti, bloccati, una volta ancora, sul fondo di quel cassonetto, spinti sempre più giù e ricoperti da altri fiumi di carte con su scritto “cosa vuoi fare da grande”.