LA MALA EDUCACION

Giu 19, 2012 | News

Come spesso si dice tutto quel che è conseguenza è ampiamente costruito negli anni, anche la crisi economica. In effetti a ben vedere la tendenza ad acquisire, girare e rigirare i famosi titoli tossici Usa viene da un percorso lontano. Negli ultimi tempi l’economia reale ha perso la sua importanza a scapito di quella finanziaria, o meglio dire di quella irreale, in sintesi inventata. Gli scandali italiani più recenti di crack finanziari, infatti, hanno mostrato come a giocare con denaro inesistente siano in molti, certi che tanto a rimetterci davvero saranno i soliti piccoli risparmiatori allo scuro del gioco.

Questo modo surreale di gestire il denaro ha origini antiche e consiste prevalentemente nel disprezzo per il lavoro vero, quello di chi ha i calli sulle mani e la fronte bagnata di sudore, proprio come gli agricoltori. E’ bene specificare che non si intende sminuire coloro che hanno ottime capacità manageriali e sanno cosa significa stare sul mercato, ma riproporre come centrale la figura dei veri protagonisti del primario italiano.

Purtroppo con il passare degli anni si è persa l’ammirazione per chi ha sempre agito da custode della terra, preservandone le bellezze e rendendola utilizzabile per le generazioni future. Questa scarsa sensibilità deriva soprattutto dalla totale mancanza di formazione, consapevolezza ed educazione. Se non fosse così non sarebbe possibile bistrattare il mondo agricolo come invece si fa oggi, troppo schiacciato da logiche estranee dagli interessi del settore e troppo vicino a quelle della finanza (il Land grabbing a tal proposito è forse l’esempio puù noto).

Per tutti questi motivi, e soprattutto per avere un’idea di futuro, è opportuno ricominciare da capo ammettendo di essersi persi alcuni importanti passaggi. E’ ora di ritornare nelle scuole per spiegare ai bambini cosa sono cibo e acqua affinché la smettano di credere che siano cose che nascono direttamente nei banchi frigo dei supermercati. E’ ora di fare realmente buona educazione ambientale e di mettere in piedi provvedimenti immediati per porre fine agli sprechi alimentari. E’ ora di investire sui giovani che nell’agricoltura ci credono, e soprattutto, è ora di abbattere quel silenzio, anche mediatico, che vede la crisi agricola come una delle tante all’interno di una congiuntura economica sfavorevole e non spiega che in questo modo si sta pregiudicando il futuro del pianeta e di chi lo abiterà.