LA RICCA PATTUMIERA ITALIANA

Giu 12, 2012 | News

Il primario italiano, nonostante le sue buone performance in tempo di crisi, è in difficoltà. E questa non è una scoperta, lo sanno tutti. Nel 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi di individui ed è pertanto necessario che la produzione agroalimentare aumenti del 60%, e anche questo è un fatto. Però prima di ragionare su come incrementare la disponibilità di cibo e acqua, elemento chiaramente essenziale per il futuro, è giusto porsi un’altra domanda: ma a quando delle politiche in grado di diminuire il loro spreco? E si perché a guardar bene i numeri non è affatto un aspetto secondario. In Italia ogni individuo getta dalla finestra circa il 16% del proprio cibo, più di 5,5 milioni di tonnellate l’anno per un valore di circa 13 miliardi di euro. Di fatto molto più che uno spreco e più simile a una vera e propria pazzia.

E l’acqua? Beh qui se possibile si riesce anche a fare di peggio: 47 litri su 100 vengono sprecati e qui, nonostante l’espressione compatta della società civile tramite referendum perché le risorse idriche siano sottratte ad interessi diversi da quelli collettivi, le politiche di governo e dei comuni, non ultimo quello di Roma, pare vogliano andare in tutt’altra direzione. Sembra quasi un’ammissione di colpa di coloro che gestiscono la cosa pubblica, una sorta di schizofrenia che giustifica le perplessità dei cittadini quando si chiedono: Allora voi perché siete lì? E’ evidente che di cose da fare ce ne sono tante, ma questa non può certo diventare una giustificazione per non cominciare mai.

Quando si era piccoli era essenziale, anche per il rischio di amichevoli scappellotti da parte dei genitori, non lasciare la tavola senza aver finito quello che c’era nel piatto. Al tempo stesso la sgridata era automatica se lavandosi i denti si sprecava la stessa acqua utile per farsi una doccia. Ecco, forse sarebbe utile ricominciare da qui. Da quel senso civico che negli ultimi anni si è ritratto su se stesso e ha avallato ogni forma di egoismo, compreso quello che porta a non comprendere che ogni bicchiere d’acqua non bevuto, e ogni cibo non consumato, giustificano se stessi e tutte quelle disparità che consentono a qualche milione di persone di vivere con molto più di quel che hanno miliardi di individui.