Ma Berlino è in Europa?

Giu 28, 2012 | News

Sembra una banale osservazione ed ha certamente il sapore di una provocazione, ma diventa un quesito giustificato visto che il cancelliere tedesco, oltre ad avere gravi problemi con la geografia come notato da una classe di liceali e immortalato in un celebre video, continua a trattare gli stati Ue come dei vicini invece che da concittadini. Quel che la Merkel fa fatica a comprendere è che se la Germania attualmente si configura come una potenza mondiale è anche perché alle sue spalle ha l’Unione Europea, e che senza di essa conterebbe ben poco.

Appare infatti paradossale dover inseguire il cancelliere tedesco per convincerlo ad attuare gli eurobond o a potenziare la BCE, come se tutto questo non fosse anche nel suo interesse. E si perché a ben vedere sembra proprio che la forza della Germania risieda nelle debolezze dei Paesi del vecchio continente, ovvero esattamente il contrario di come dovrebbe essere in quel proposito che diede vita alla Ue e che lega i paesi membri a un destino comune.

L’austerità invocata e praticata dal cancelliere tedesco sta mettendo in ginocchio numerosi e importanti settori europei, tra i quali quello agricolo. Infatti l’incertezza dominante e le divisioni interne rendono impossibile individuare bilanci certi per la Pac, considerata da tutti gli operatori agricoli come essenziale per rilanciare il primario europeo.

Tra le molte cose opinabili fatte dal nuovo esecutivo italiano, soprattutto sul versante della pressione fiscale, una cosa gli va certamente riconosciuta: l’aumento dell’autorevolezza nazionale nell’ambito della politica europea. Le ricette individuate, come l’introduzione degli eurobond e il potenziamento della Banca Centrale Europea, possono contribuire attivamente a risanare i conti Ue e a ridare prospettive al vecchio continente, ma per farlo bisognerà sconfiggere l’ostracismo della Merkel. Però anche qui, e si torna quindi alla prima domanda, perché mai si è fatta la Ue se poi non c’è nessuna intenzione di darle forza? Infatti c’è una cosa che la Germania, nella persona di Angela Merkel, non ha ancora spiegato: a cosa serve tutta questa austerità al progetto europeo?

L’Unione Europea voluta dalla Merkel è lontana anni luce da quella forza politica nei pensieri di chi ha dato il via a questa avventura. Quel che serve adesso è un radicale cambiamento di rotta, soprattutto della Germania. E’ infatti Berlino che deve comprendere, volente o nolente e al di là di dove la collochi l’indice della Merkel, di trovarsi in Europa al pari di altre splendenti città.