CRISI SU CRISI

Set 5, 2013 | News

Non bastava quella economica e tutte le difficoltà che questa comporta, “troppo semplice così”, avranno pensato i politici nostrani, e allora eccola qua: la crisi nella crisi, o la crisi al quadrato se preferite.

Quel che sorprende però, soprattutto agli stranieri in Italia che tentano di capire come mai questo paese sia tanto strano (matto?), è come mai in un periodo di gravissima recessione gli attriti tra le forze di governo non abbiano nulla a che vedere con i provvedimenti economici ma esclusivamente con le vicende giudiziarie dell’ex premier Silvio Berlusconi. Non è semplice rispondere va detto; non esiste una risposta breve ad una domanda di questo genere. E poi d’altronde non è mica facile raccontare vent’anni in una frase.

Però, nonostante esista qualcuno che ancora si stupisce, per me noi non è così. Quel che ci sorprende semmai, questo si, è invece “l’eleganza” con cui i nostri rappresentanti istituzionali siano riusciti a svincolare da tutte le promesse che erano state alla base del convincimento fatto sull’opinione pubblica per avallare lo strano sodalizio governativo post risultato elettorale. In una rapida carrellata possiamo ricordare: la riforma elettorale, quella fiscale, la lotta all’evasione, le misure per contrastare la disoccupazione giovanile, lo stanziamento di risorse per la crescita e l’attuazione delle riforma istituzionale. Ecco! Di questi temi oramai non si parla quasi più mentre tg e giornali sono pieni di minacce su presunte prossime cadute dell’esecutivo per motivi che nulla hanno a che vedere con la vita dei cittadini. E allora la domanda che sorge spontanea diventa la seguente: ma a noi cosa cambia se a cadere è un governo che non si preoccupa di noi ma solo di se stesso?