L’AGRICOLTURA DEL FUTURO E’ DI IV E V GAMMA

Set 3, 2013 | News

Nel 1980 non lo si credeva possibile, ed invece è accaduto: oggi i prodotti ortofrutticoli di IV e V gamma (si distinguono per i tempi di conservazione), dopo essere stati regolarmente lavati, confezionati e pronti per l’uso arricchiscono le tavole di tutti gli italiani al punto da far registrare negli ultimi dieci anni un aumento del proprio fatturato del 370%; praticamente un vero e proprio boom.
I motivi di tanto successo, per quanto i legislatori facciano ancora fatica a rendersene conto, stanno proprio nella loro semplicità. Queste produzioni infatti hanno diversi meriti, tra i quali la maggiore tutela dell’ambiente, la garanzia di genuinità e la riduzione degli sprechi alimentari (le operazioni di mondatura vengono fatte direttamente dagli operatori agricoli). C’è poi un ulteriore pregio che per un settore come il primario italiano risulta essere ancor più interessante: la naturale vocazione della IV e V gamma nel creare indotti territoriali capaci di valorizzare i prodotti agroalimentari locali. Esempi virtuosi in questo senso arrivano dalla valerianella lombarda e dalla rucola selvatica campana.
Il quadro tracciato fino ad ora sembra essere perfetto: produzioni di qualità, tutela ambientale e ampliamento dei mercati. Cosa manca? Una legislazione adeguata visto che il brand del made in Italy potrebbe avere un successo ancora maggiore se ogni tanto i politici, magari con un pizzico di umiltà in più, lasciassero fare l’agricoltura a chi sa farla e non a chi crede che basti avere un giardino per conoscerla.