UN’ESTATE… IN CAMPAGNA

Ago 6, 2013 | News

Tempesta non guasta estate era un vecchio detto contadino, che legava l’arrivo della pioggia nella bella stagione al refrigerio che ne derivava per i terreni coltivati e le piante spesso affaticate dal caldo eccessivo. Oggi però la tempesta sembra arrivare da altri lidi, celandosi sotto la forma della recessione, mutando e incenerendo tutto al suo passaggio. La crisi per il settore primario non è mai stata scacciata, ma soltanto, a volte, messa da parte grazie a sporadici segnali di ripresa.

Non a caso, proprio durante il periodo estivo si ripresentano le difficoltà legate al comparto agricolo: il calo dell’1,5% dei consumi alimentari domestici, la drastica diminuzione dei prezzi dei beni primari a danno dei produttori agricoli, e non ultimo il fatidico segno meno del Pil in agricoltura, dopo quasi un anno di illusori e discontinui aumenti.

Quale futuro allora per l’agricoltura? E’ incalzante la necessità di un piano agricolo nazionale che metta in primo piano le possibilità offerte dalla cooperazione e quindi la creazione, tramite provvedimenti ad hoc e incentivanti, di uno sviluppo serio e concreto delle OP. Il passo successivo, grazie anche a queste organizzazioni, dovrà essere rappresentato da una parte dall’ampliamento delle produzioni biologiche e biodinamiche, dall’altra dalla tutela dei marchi Dop e Igp, tutti elementi che hanno aiutato l’asticella della produzione a tendere verso quel segno più tanto ambito.

Ma nonostante questi evidenti segnali positivi sembra ci sia paura nel dover ammettere che il futuro dell’economia sia rinchiuso nelle spighe del grano, nelle ghiandole mammarie delle mucche, tra le foglie dei ciliegi o nei tuberi sotto la madre terra. Sembra che qualcuno non voglia permettere che la ripresa del sistema paese inizi proprio dall’agricoltura, forse perché attratto da ciò che in apparenza conta di più nel frenetico mondo contemporaneo, dominato da finanza, auto nuove, telefonini di ultima generazione o manovre politiche volte all’arricchimento personalistico e non certo al bene comune.

Ecco, prendeteci pure per pazzi visionari, sognatori appassionati o utopisti dei giorni nostri, ma noi crediamo fermamente e fiduciosamente che sia proprio l’agricoltura la risposta alle difficoltà di oggi e alle incertezze di domani, così come era divenuta la soluzione alle ansie di ieri.