DIGNITA’ CERCASI

Ott 30, 2012 | News

Nel tempo della crisi è stato chiesto agli italiani di stringere la cinghia, di comprendere le difficoltà del momento e di accontentarsi. Purtroppo però è difficile accettare questi sacrifici nel momento in cui vengono chiesti da coloro che non hanno mai alleggerito, condividendole, nessuna delle sofferenze vissute in questi anni dai cittadini.

Quel che però è ancora più assurdo, anche se questa parola, poiché oltrepassata nei suoi significati troppe volte nel contesto italiano dovrebbe essere ufficialmente cancellata dal dizionario, è il tentativo di convincere gli abitanti della penisola che in questo momento è folle pretendere un lavoro che non pregiudichi la salute.

I cittadini e gli operai di Taranto sanno bene cosa significa essere stretti in questa morsa, i politici no. A loro non è mai stato chiesto di scegliere tra il vitalizio e il benessere fisico, anche se siamo certi che, data la voracità mostrata negli anni, sarebbero capacissimi di scegliere un generoso conto in banca piuttosto che una vita priva di patologie gravi.

In questo terribile dualismo tra due mali diversi, però, manca un terzo elemento: la dignità delle persone. E’ sconcertante vedere come se ne parli poco, come sia considerata un lusso da chi crede che la vita altro non sia che produrre, produrre e produrre. E’ anche per questo che, al netto di tutti tavoli ministeriali e anti-crisi che l’esecutivo ha convocato in questi mesi, non si troverà mai una vera soluzione alla crisi se non mettendo al centro proprio la dignità del lavoro.

A ben guardare, l’omissione della parola dignità da quella che comunemente viene chiamata “realpolitik”, ha una sua coerenza. La dignità infatti è un concetto molto vicino a quello della moralità e del rispetto delle persone, in Italia latitanti ormai da molto tempo. Qui però, è bene dirselo, non c’è da guardare alla crisi economica.