ELEZIONI: SI PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO

Feb 26, 2013 | News

Alla fine ha vinto il qualunquismo, la barzelletta, il doppio senso e la battuta sconcia. L’Italia ha vissuto vent’anni di queste cose, ma gli italiani sembrano esserci affezionati e non intendono cambiare né gli interpreti né la sostanza. Certo non si può ignorare la comprensibile frustrazione verso tutti i partiti che hanno fatto la triste storia della seconda Repubblica e la voglia di sotterrarli che molti hanno espresso, ma è allo stesso tempo impossibile non provare tristezza verso un destino annunciato che rischia di portare il paese ben oltre la Grecia.

Giornate come queste sono difficili da commentare e impongono una seria riflessione da parte di tutti, cittadini compresi. D’altronde siamo noi che con le nostre gambe, il nostro silenzio e il nostro voto abbiamo permesso ai politici di oggi di trascinarci fin qui, di mantenerci sempre e solo a galla, di distruggere il senso della morale. La questione morale appunto, è probabilmente questa l’origine di tutto. I partiti tradizionali, costantemente rissosi, hanno evidenziato diverse sintonie quando si è trattato di spartire torte o assecondare interessi trasversali, e alla fine, come spesso accade, a godere è stato il terzo. Anche il terzo però ha i suoi difetti.

L’auspicio che queste elezioni riuscissero a diradare le nubi di fronte a noi si è trasformato in un altro grave colpo sul futuro dei giovani. Saranno loro a pagare il prezzo più alto di un sistema inefficiente e corrotto, di partiti incapaci e di qualunquismi incontrollabili. E tutto questo, è bene dirselo, è anche e soprattutto per colpa nostra e delle scelte, o non scelte, che abbiamo fatto in questi anni; della ostinata giustificazione verso i comici di governo di ieri e di oggi, dell’idea che partecipare alla vita pubblica significasse esclusivamente mettere una x ogni tanto. E’ da questo che bisogna partire, dalla necessità di cancellare le ferite che anche oggi si accumulano sul corpo di questo martoriato paese e che in molti sembrano non voler far cicatrizzare.