IL DELIRIO DI UNA NAZIONE, CROLLANO LE PENSIONI E PARTE LA FESTA COLLETTIVA

Ott 23, 2012 | News

Le pensioni erogate nel corso del 2012 [sono calate del 35%->http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/10/21/PENSIONI-SUPERINPS-35-5-NUOVI-ASSEGNI-9-MESI-2012-_7666291.html] rispetto a quelle del 2011 e il governo festeggia, la domanda è: perché? Non ha molto senso stappare bottiglie di champagne per dei dati che attestano un nuova voragine in cui sono stati divorati i diritti dei pensionati e il senso di moralità che dovrebbe distinguersi all’interno di un paese civile. I minori importi erogati dall’Inps non sono il risultato di una razionalizzazione delle risorse e quindi di una riduzione degli sprechi, ma il peso di una ulteriore mannaia che si è abbattuta sulle fasce più deboli della società italiana.

Per onestà intellettuale è bene precisare che le responsabilità della situazione odierna non è solo del ministro Fornero, per quanto essa abbia indubbiamente avuto un ruolo di primo piano, ma anche dei governi precedenti. Ad esempio l’esecutivo Berlusconi, attraverso il ministro Sacconi, aveva già provveduto ad innalzare in maniera piuttosto significativa l’età di pensionamento.

Ad appesantire una situazione già critica per i pensionati italiani (di cui oltre la metà ricevono la pensione minima) sono le tasse che gravano sul proprio assegno. Da questo orecchio però il governo dei tecnici sembra totalmente sordo, infatti nessuno ha mai sentito parlare dell’idea, che pure avrebbe senso, di ridurre le imposte per coloro che ricevono dall’Inps gli importi più bassi, magari prendendo i fondi proprio dalle pensioni più alte.

Insomma alla fine dei conti, in netta continuità con le politiche precedenti e in disaccordo totale con la retorica televisiva, a pagare sono sempre gli stessi, quelli che lo avevano già fatto e che lo continueranno a fare, con tanti saluti a quel senso di sforzo collettivo in cui i più deboli dovrebbero essere tutelati da un maggiore sforzo economico dei più forti. Se così fosse infatti, sarebbe lecito immaginare che i “risparmi” dell’Inps avranno come destinazione quella di contribuire a risolvere lo spinoso problema degli esodati, ma chissà perché la sensazione non è affatto questa.