IL DOCUMENTO E IL VIDEO DELLA CONFERENZA NAZIONALE 2017

Giu 13, 2017 | News

In Italia ci si ostina a non rendersi conto che i giovani vivono un disagio che a breve potrebbe diventare irreversibile. La verità però è che solo relativamente le difficoltà sono legate ai giovani e ai giovanissimi disoccupati e genericamente ai NET. Nel tunnel della rassegnazione ci sono anche donne, genitori e coppie che, pur lavorando ed essendo nati nella settima potenza del mondo, si sentono avulsi da un contesto che non interpreta i loro bisogni.

Questo è il momento di correggere le strategie, bisogna cambiare passo ed indagare le ragioni che spingono i giovani ad essere “contro” perché stufi della solita retorica condita di “promesse” che producono una sconcertante e grave sfiducia e genera un paradosso sociale che costringe le generazioni emergenti ad abbandonare il Paese.

Immaginare di contenere la rabbia di oltre un milione di giovani che vivono nell’incertezza, alla mercé di un tasso di disoccupazione che, come fulmine a ciel sereno, aumenta e si contrae in base all’umore dei rilevatori, è oggi un esercizio pericoloso che va scongiurato con un programma che riesca a renderli protagonisti. Occorre riconvertire i giovani da spettatori passivi di un presente senza prospettive a soggetti attivi nel progettare la propria esistenza. La vita ha un valore solo se si persegue un obiettivo, senza di questo tutto diventa futile e inutile.

La speranza è nelle nuove generazioni. Solo se i giovani assumono un ruolo centrale nell’evoluzione del sistema delle responsabilità e nel coinvolgimento diretto nelle scelte primarie si può ancora sperare in un futuro con regole chiare che contemplino pluralità, tolleranza e solidarietà.
Per rilanciare le nuove generazione è necessario dare vita ad una Pac specificatamente dedicata a loro. La gigantesca percentuale del bilancio comunitario (40%) destinata al mondo agricolo deve avere degli specifici progetti di sostegno per investire sui giovani agricoltori che intendono formarsi ed entrare nel mercato globale del settore.

La centralità dell’agricoltura nel riscatto generazionale va incentivata e applicata. Ma questo significa in primo luogo ripensare radicalmente quelle politiche europee che fino ad ora hanno animato pericolosi antagonismi nazionali che hanno fatto perdere di vista il senso stesso dell’agricoltura, e cioè quello di occuparsi delle salute e del benessere, non di un popolo, ma di un intero genere umano.

Non c’è agricoltura senza cultura e la scuola è una tappa ineludibile per il futuro del sistema agroalimentare. E’ davvero insensato, in particolar modo in un paese a vocazione agricola come il nostro, che non ci si informi e non si studino le basi dell’alimentazione.

L’agricoltura deve essere un punto cardine dell’istruzione scolastica. L’agricoltura è innanzitutto, passione, rispetto, razionalità, patrimonio dei piccoli e impegno forte dei grandi. Sin dall’asilo i bambini devono apprendere con cosa e perché si alimentano e quali sono le proprietà nutritive della frutta, del pane, dagli insaccati, dei formaggi, delle verdure e di tutto ciò che la terra offre generosamente agli uomini.

Quel che serve al sistema agricolo è un “piano produttivo nazionale per l’autosufficienza alimentare” che chiami ad una partecipazione e a un coinvolgimento attivo i cittadini in modo che raggiungano la consapevolezza che i prodotti agricoli e l’agricoltura sono denominatori comuni dei popoli del pianeta. Occorre altresì un programma di promozione dei consumi interni per battere la deflazione, creare lavoro e prospettive di crescita nel Paese.

L’alfabeto per potenziare ed evolvere il primario del domani.

Nuove tecniche produttive – nuovi cultivar master – marketing – ricerca applicata – associazioni di prodotto (apo) – programmazione – concentrazione dell’offerta – qualità – il passaporto delle derrate agroalimentari.

A – Affinché gli uomini di terra diano il loro meglio devono necessariamente conoscere e comprendere le tecniche. Il sapere è sinonimo di concretizzazione.
B – Chi lavora la terra deve essere sempre al centro. Chi produce cibo è ambasciatore di una nuova cultura dell’alimentazione.
C – La terra non va sfruttata, ma coltivata con intelligenza e senza privarla delle sue sostanze nutritive.
D – La biodiversità è la prima ricchezza. Dall’insieme di tutti gli organismi viventi, nelle rispettive forme ed ecosistemi, dipende la vita presente e futura del pianeta.
E – La lotta batteriologica va fatta moderatamente e se necessario abolita. I batteri, isolati quelli cattivi, sono utili e danno benefici a tutta la catena alimentare che va dal suolo all’intestino umano.
F – Le sostanze chimiche vanno utilizzate con consapevolezza. Servono meno farmaci, pesticidi e insetticidi. I fertilizzanti usati a sproposito danneggiano il cibo e quindi l’uomo.
G – Utilizzare il letame perché ricco di sostanze organiche, batteri vitali e microorganismi che arricchiscono la fertilità del terreno.
H – La stagionalità va rispettata, ogni prodotto agricolo è frutto di un microclima diverso e unico. Solo rispettando i tempi si ottengono derrate eccellenti.
I – Il consumatore è nello stesso tempo anche produttore, ragion per cui il gusto influenza la tipicità, la qualità e la quantità dei diversi prodotti che consumiamo.
L – Produrre cibi sani altamente nutrizionali è un obiettivo nobile che fa onore ad agricoltori e contadini.
M – Utilizzare intelligentemente le nuove tecnologie che il progresso ci mette a disposizione piegandole all’esigenze dei lavoratori della terra e dei consumatori.
N – Fare massima attenzione a ciò che si mangia diventando così un consumatore più consapevole.
O – Informare ed informarsi su ciò che mettiamo nei nostri piatti.
P – Passare una giornata insieme ai contadini per apprezzare il grande contributo che danno alla nostra vita.
Q – Accogliere le novità in campo agroalimentare in modo attento e senza pregiudizi.
R – Partecipare più attivamente, come cittadini/consumatori, al dibattito che si svolge quotidianamente sulle problematiche del mondo agricolo.
S – Usare con equità ed intelligenza le risorse che vengono stanziate a favore del comparto agricolo.
T – Porre maggiori energie nella tutela dei lavoratori della terra evitando forme aberranti che spesso si trasformano in vera e propria schiavitù.
U – Educare al rispetto dell’ambiente attraverso azioni ed esempi concreti.
V – Essere consci che ogni cosa ha il suo tempo. Non forzare quindi la terra a produrre artificialmente quello che la natura non le consente.
Z – Dedicare quotidianamente un silenzioso ringraziamento a coloro che ci consentono di nutrirci.

Da molti anni la Confeuro è impegnata a dare voce ai tanti a cui è stata tolta la possibilità di parola. Non solo agricoltori, ma anche ragazzi, pensionati, disoccupati, donne e migranti. La crisi che attanaglia il Paese non può essere superata da una sola forza, ma dalla collaborazione di più realtà propositive tra loro. Noi vogliamo essere tra queste e non smetteremo mai di cercare chi ha voglia di condividere lo stesso percorso.